Per anni il Toyota RAV4 ha regnato indisturbato sulle classifiche di vendita dei SUV, diventando quasi la scelta automatica per chi cercava praticità, consumi contenuti e quella affidabilità che non tradisce mai. Adesso però qualcosa si è incrinato. Problemi di produzione hanno ridotto la disponibilità del modello proprio nel momento in cui la concorrenza nel segmento è più agguerrita che mai, e diversi rivali hanno colto la palla al balzo per guadagnare terreno.
Le case automobilistiche negli ultimi anni hanno lavorato sodo sui loro crossover, mettendo sul piatto interni curati, tecnologia avanzata, efficienza ibrida e un rapporto qualità prezzo niente male. Il risultato è che oggi chi entra in concessionaria ha alternative concrete come non mai, e tanti acquirenti che un tempo avrebbero scelto a occhi chiusi il leader del segmento ora ci pensano due volte.
Cinque rivali che hanno cambiato le carte in tavola
I dati di vendita raccontano bene quanto in fretta possa cambiare lo scenario. Le classifiche si riferiscono alle unità vendute nel 2026 alla fine del primo trimestre, e mostrano cinque modelli che hanno approfittato del momento di debolezza del rivale giapponese.
Si parte dal Hyundai Tucson, con 55.426 unità piazzate. Hyundai si è costruita una reputazione puntando tutto sul valore per il denaro speso. Si parte da circa 27.000 euro, un bel po’ meno del RAV4, eppure dentro sembra un SUV più premium. Stile pulito, tanta tecnologia di serie, abitacolo spazioso e una bella scelta di motorizzazioni tra benzina, ibrido e ibrido plug in. Alla guida non emoziona, l’accelerazione è modesta e la dinamica nella media, ma se cercate comfort e silenzio il Tucson sa convincere.
C’è poi il Ford Explorer, con 61.387 unità. Qui giochiamo in un’altra categoria, parliamo di un SUV mid size a tre file di sedili che conferma quanto gli americani amino ancora le auto grandi e muscolose. Gli interni potrebbero essere più raffinati, ma su prestazioni e tecnologia c’è poco da ridire. Il quattro cilindri base sforna ben 300 cavalli, mentre chi vuole di più può puntare sulla versione ST con il V6 turbo da 400 cavalli. Ogni allestimento ora monta uno schermo da 13,2 pollici e un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici.
Sul terzo gradino il Chevrolet Equinox, con 61.398 unità, un campione silenzioso che vende bene da anni senza ricevere troppe lodi. Il motore 1.5 e il cambio CVT non promettono divertimento, e l’efficienza non è il suo forte, ma lo si compra per l’abitacolo spazioso e ben accessoriato. Chevrolet è riuscita a far sembrare molto più costoso un crossover pensato per il budget.
Il sorpasso del Honda CR-V e la rincorsa del RAV4
Al secondo posto il Nissan Rogue, con 70.174 unità. La filosofia è quella di tanti compatti in questa lista, puntare sul comfort più che sul piacere di guida. Nissan ha sempre saputo curare gli interni e il Rogue trasmette una bella sensazione di classe. Sotto il cofano un tre cilindri da 201 cavalli che fa il suo dovere, lo scatto da 0 a 60 miglia orarie arriva in otto secondi. L’infotainment è un po’ datato, e nonostante l’aspetto robusto questo crossover è nato per restare sull’asfalto.
In testa a tutti svetta il Honda CR-V, con ben 99.437 unità. Con il calo delle vendite del RAV4 non stupisce che il modello Honda si prenda la corona di SUV più venduto del 2026. È sempre stato lì dietro, alle costole del Toyota, e adesso lo ha finalmente scavalcato. Il segreto è un pacchetto completo, dalla guida agli interni, con un quattro cilindri da 190 cavalli, una bella maneggevolezza e un telaio ben tarato. C’è anche la versione ibrida, più potente e quasi efficiente quanto quella del RAV4.
E il RAV4 nel frattempo deve rincorrere. Il modello aggiornato è un chiaro passo avanti rispetto al precedente e resterà popolare, ma Toyota ha faticato a produrlo e a portarlo nelle concessionarie. A fine primo trimestre il marchio giapponese aveva venduto 59.869 unità, circa la metà rispetto all’anno scorso. I rivali più vicini ne hanno approfittato e lo hanno superato. Toyota prima o poi sistemerà i volumi, ma di strada da recuperare ce n’è parecchia.