Con 28 milioni di euro incassati, Torrente presidente si è preso senza troppi giri di parole il titolo di maggiore successo al botteghino in Spagna nel 2026, entrando anche nella ristretta cerchia dei film più visti nella storia del cinema spagnolo. Il dato è impressionante se si pensa che parliamo di una commedia arrivata quasi in sordina, con pochissime informazioni fatte trapelare prima dell’uscita. In sala, dall’inizio dell’anno, ci sono andate 3,7 milioni di persone. E questo senza contare i numeri dello streaming, che aggiungerebbero altri milioni al conteggio.
Santiago Segura, quando nel lontano passato girò Torrente, il braccio idiota della legge, non immaginava certo di aver messo in piedi una saga capace di durare così a lungo. Quella prima commedia raccontava un personaggio che incarnava il peggio della società spagnola, e il successo fu talmente travolgente da spingere subito verso un secondo capitolo. Torrente 2: Missione a Marbella arrivò nel 2001, appena tre anni dopo. Da lì in poi non si sono più fermati: Torrente 3: Il protettore nel 2005, Torrente 4: Lethal Crisis nel 2011, Torrente 5: Operazione Eurovegas nel 2014 e infine questo Torrente presidente, uscito proprio quest’anno.
Una strategia di marketing controcorrente
Il sesto capitolo della saga è spuntato quando ormai nessuno se lo aspettava più. È arrivato nelle sale lo scorso mese di marzo, per l’esattezza il 13 marzo 2026, senza svelare quasi nulla della trama. Una scelta precisa di Segura, che ha deciso di non organizzare nemmeno la proiezione stampa. I critici, insomma, non hanno potuto dire la loro prima dell’uscita. Chi è andato al cinema lo ha fatto davanti a una specie di foglio bianco, senza sapere cosa avrebbe trovato. E questa mossa, per quanto rischiosa, si è rivelata vincente.
L’idea del personaggio, come Segura raccontò tempo dopo, gli venne mentre pranzava in un ristorante cinese. Osservò un uomo comportarsi in modo sgarbato con la cameriera, e le facce imbarazzate dei familiari gli diedero lo spunto per dare forma a un tipo che gli girava in testa da un pezzo. Nel primo film il protagonista era il ritratto azzeccatissimo di quel genere di persone che un po’ tutti conosciamo. Ma con il passare dei capitoli è arrivata l’epica, e il quotidiano ha lasciato spazio a qualcosa di più grande. Non più un ex poliziotto che inciampa per caso in una rete criminale, ma un eroe verace capace di trattare col presidente del governo.
Quarto film spagnolo più visto di sempre
In Torrente presidente, il protagonista è convinto di essere l’unico in grado di salvare la Spagna nel suo momento più critico. Disprezzato e dimenticato dai vecchi alleati, José Luis Torrente decide di candidarsi alle elezioni per riportare tutti gli spagnoli sulla retta via. Il risultato ai botteghini parla chiaro: è la quarta pellicola spagnola più vista di tutti i tempi.


