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Tom Cruise irriconoscibile in Digger: la critica si divide

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Tom Cruise non somiglia più a Tom Cruise, e Digger è il film che ha reso possibile questo piccolo terremoto: capelli grigi, pancia, protesi facciali che invecchiano il volto di parecchi anni. Il personaggio si chiama Digger Rockwell, un magnate del petrolio eccentrico e miliardario, responsabile numero uno di un disastro ambientale che ha portato l’umanità sull’orlo dell’estinzione. Dietro la macchina da presa c’è Alejandro González Iñárritu, e le prime reazioni della critica raccontano di un film che spacca in due chi lo guarda.

Per anni la star di Hollywood si è mossa quasi esclusivamente dentro l’universo dei franchise d’azione, tra acrobazie fatte in prima persona e ruoli fisici che continua a rivendicare con orgoglio. Qui il registro cambia del tutto. Al suo fianco ci sono John Goodman e Riz Ahmed, più Sandra Hüller e Sophie Wilde, in una commedia nera satirica che rappresenta una svolta anche per il regista messicano, abituato a tutt’altro tipo di gravità.

Le prime reazioni a Digger, tra elogi e stroncature

Il quadro che emerge è quello di un film estremamente polarizzante. Una parte della critica lo considera un disastro vero e proprio, un’altra parte gli riserva lodi importanti. Il critico Joey Magidson non usa mezzi termini e scrive che Digger è un disastro, sottolineando come Cruise e Iñárritu si giochino tantissimo, e come nonostante l’eccellente scenografia e la coerenza con scelte rischiose siano poche le cose che funzionano davvero. Cruise se la cava bene, Riz Ahmed spicca, ma il film, dice, non si gode.

Ancora più tagliente David Ehrlich di IndieWire, secondo cui vedere Iñárritu provare a costruire una battuta è come vedere Frank Gehry tentare di disegnare una linea retta. Sul fronte opposto c’è chi parla di un’opera straordinaria. Jim Hemphill sostiene che il film offra la migliore interpretazione di Tom Cruise dai tempi di Magnolia e che sia uno dei prodotti di studio visivamente più inventivi, concettualmente audaci e imprevedibili mai realizzati. Con tanti azzardi estetici, aggiunge, da far sembrare Bardo un episodio delle Ragazze d’oro.

Una prova per il potere di richiamo di Tom Cruise

Clayton Davis mette il dito su quello che potrebbe essere il vero nodo della questione. Digger non è quello che il pubblico si aspetta, e la reazione degli spettatori potrebbe diventare la prova definitiva del potere di richiamo di Cruise al botteghino. Davis riconosce il coraggio della scommessa e dell’intenzione di Iñárritu, promuove le interpretazioni di Cruise e John Goodman, indica Sophie Wilde come la più convincente del gruppo e parla di scenografia e fotografia impressionanti. Alla fine però non tutti i pezzi combaciano, e avrebbe preferito un film più sbilanciato verso quell’assurdo e quella satira che continua a rincorrere senza afferrarli del tutto.

Durissimo Ryan Lattanzio, che parla di un errore di calcolo segnato dall’autocompiacimento dall’inizio alla fine, e osserva come il rischio, per un autore che continua a fare dichiarazioni sulla propria arte e a riflettere sul proprio lascito, sia quello di rovinare entrambe le cose. Kristen Lopez si colloca a metà strada: il messaggio arriva, il concetto è interessante, ma il film non si fida abbastanza del pubblico e tende a prenderlo per mano. Riz Ahmed magnifico, Cruise solido, con una considerazione che pesa più di altre, ovvero quanto sia complicato fare satira quando l’assurdo è già così presente nella realtà.

In generale gli elogi si concentrano sul lavoro degli attori, Ahmed e Goodman su tutti, e diverse voci riconoscono i meriti e i rischi presi da Iñárritu. Non mancano però aggettivi pesanti come disastroso e orrendo. Una lista lunga di reazioni contrastanti che fotografa Digger come uno dei titoli più divisivi del 2026, e che comunque potrebbe trovare spazio nella stagione dei premi. L’uscita nelle sale spagnole è fissata per il 2 ottobre 2026.

Fonte: TecnoAndroid

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