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Per anni il nome di Tom Cruise è stato legato a Iron Man, in un intreccio di trattative, ripensamenti e idee bizzarre che oggi fa quasi sorridere. L’attore lo voleva davvero, quel ruolo, e i produttori volevano lui. Poi, quando finalmente le cose si sono messe in moto sul serio, è arrivato il rifiuto. Un rifiuto motivato, tra l’altro, che ha spalancato la porta a Robert Downey Jr. e, di fatto, ha dato forma all’universo cinematografico Marvel per come lo conosciamo.
Tutto parte dal successo di Spider-Man 2. Avi Arad, all’epoca l’uomo che spingeva perché i personaggi Marvel arrivassero al cinema uno dietro l’altro, aveva già individuato l’altro gioiello della corona. Peccato che quasi nessuno, dentro quelle stanze, avesse davvero chiaro chi fosse Tony Stark. Nemmeno gli sceneggiatori scelti per sviluppare il progetto, ovvero i creatori di Smallville. Arad lo presentava più o meno così: un miliardario che vende armi, ha un problema con l’alcol, subisce un incidente e adesso prova a rimettere le cose a posto. Tecnicamente corretto. Come sintesi commerciale, però, lasciava parecchio a desiderare.
Il problema del volo e la paura di somigliare a Superman
Il vero ostacolo, comunque, non era la trama. I produttori non riuscivano ad accettare l’idea che il personaggio potesse volare, perché temevano che il pubblico lo scambiasse per una specie di clone di Superman. La contromisura proposta rasenta il surreale: e se invece di volare saltasse da un palazzo all’altro? Ecco, con premesse simili era abbastanza chiaro che Iron Man non sarebbe nato in quel momento. Il progetto restava sulla carta, sospeso, con tutti i suoi dubbi irrisolti.
Eppure, nell’ipotesi remota che gli astri si allineassero, il protagonista era già deciso. Tom Cruise era interessato, i produttori pure. Una di quelle combinazioni che, sulla carta, sembrano perfette. Solo che il tempo passa e le priorità cambiano.
Il no arrivato nel 2006 e la scelta di Robert Downey Jr.
Quando nel 2006 il progetto viene ripreso in mano, con l’idea di costruirci attorno un film destinato a fare da pietra angolare dell’universo Marvel, Cruise viene ricontattato. La risposta è netta. “Non succederà. Non con me, no. Sono venuti da me tempo fa e, se faccio qualcosa, voglio farla bene. Se mi impegno in un progetto, dev’essere realizzato in un modo che mi faccia capire che sarà qualcosa di speciale. E mentre lo stavano sviluppando, non mi è sembrato che potesse funzionare. Ho bisogno di poter prendere decisioni e rendere il film il più grande possibile, e non stava andando in quella direzione.”
Tradotto: senza controllo creativo, niente accordo. Un atteggiamento coerente con la carriera dell’attore, che da sempre sceglie con il bilancino i propri progetti. Così Marvel ha bussato a un’altra porta, quella di Robert Downey Jr., in quel periodo fuori dai radar di Hollywood e reduce da anni complicati. Accettò per un compenso molto contenuto, incomparabile con le cifre che avrebbe richiesto Cruise. Il film, diretto da Jon Favreau, arrivò nelle sale il 30 aprile 2008, con Terrence Howard e Gwyneth Paltrow al fianco del protagonista.
Niente camei multiversali all’orizzonte
Da allora si è parlato più volte di un possibile ingresso di Tom Cruise nel mondo Marvel, magari in versione villain oppure con una comparsata multiversale. Le sue parole, però, raffreddano parecchio l’entusiasmo: “Non sono stato nemmeno vicino ad accettare il ruolo. E amo Robert Downey Jr. Non riesco a immaginare nessun altro in quella parte e penso che sia perfetto per lui.”
Con una presa di posizione così chiara, e considerando quanto l’attore sia selettivo nella scelta dei propri film, l’ipotesi di vederlo comparire in Doomsday o in Secret Wars appare piuttosto remota. L’unico Iron Man rimasto negli annali, insomma, continua ad avere il volto di Downey Jr.
Fonte: TecnoAndroid








