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l prossimo romanzo di The Witcher ha finalmente una finestra temporale, e arriva direttamente dalla voce di chi lo sta scrivendo. Andrzej Sapkowski ha confermato di essere al lavoro su una nuova avventura di Geralt di Rivia e di puntare a chiudere il manoscritto entro la fine del 2027. Una data che vale come indicazione, non come promessa scolpita nella pietra, ma che almeno mette un punto fermo dopo mesi di attesa per i lettori italiani e non solo.
La notizia è emersa durante la Copernicon convention di Torun, in Polonia, dove lo scrittore ha spiegato di aver già definito la struttura generale del libro e di essere in fase di scrittura attiva. Non un’idea buttata lì, quindi, ma un progetto avviato. Chi segue Sapkowski da tempo sa quanto l’autore sia parco di dettagli quando si parla di lavori in corso, e anche in questa occasione non ha fatto eccezione.
Cosa ha detto Sapkowski sul nuovo libro
Sulla trama, bocche cucite. Nessun accenno alla direzione della storia, nessuna anticipazione sugli eventi. L’unica certezza riguarda il protagonista, e qui non ci sono sorprese: al centro del nuovo romanzo di The Witcher ci sarà ancora Geralt di Rivia. L’autore ha ribadito di non avere interesse a costruire libri intorno ad altre figure della saga, citando esplicitamente Yennefer come esempio di personaggio che non intende promuovere a protagonista. Una posizione coerente con tutta la sua produzione, dove lo strigo resta il perno narrativo e gli altri ruotano attorno a lui.
Resta aperta la questione della collocazione temporale. Non è stato chiarito se il libro sarà un prequel, anche se l’ipotesi appare la più plausibile considerando come si è chiusa la saga originale. È una deduzione, non una conferma, e conviene trattarla come tale. Per il pubblico italiano il conto va fatto con calma. Se il manoscritto sarà pronto entro la fine del 2027, la traduzione e tutto il lavoro editoriale che ne segue sposteranno l’uscita nel nostro Paese al 2028, con la concreta possibilità di arrivare addirittura al 2029. Non è pessimismo, è semplicemente il tempo che serve per portare un testo del genere dal polacco all’italiano con la cura che merita.
Il richiamo dei racconti brevi
C’è poi un altro filone che Andrzej Sapkowski ha lasciato intravedere in passato. In una precedente dichiarazione, l’autore si era detto interessato a tornare sui racconti brevi, ovvero il formato con cui ha dato vita a Geralt prima di passare ai romanzi veri e propri. Un ritorno alle origini, in un certo senso, ma tutt’altro che semplice secondo le sue stesse parole. “Non è facile creare una storia breve. È molto più difficile che scrivere un romanzo, ma se ci riesci è la prova della propria maestria”, ha spiegato. Una considerazione che dice molto del suo modo di intendere il mestiere.
Nel frattempo il mondo dello strigo continua a muoversi anche fuori dalla carta stampata. Sul fronte videoludico, il team al lavoro su The Witcher 4 ha illustrato le ragioni del passaggio a Unreal Engine 5 al posto del motore utilizzato per The Witcher 3. Una scelta tecnica che ha fatto discutere e che lo studio ha voluto motivare pubblicamente.
Sempre restando ai giochi, va ricordato un dettaglio che riguarda il terzo capitolo: l’espansione di The Witcher 3 non avrebbe potuto vedere la luce senza la versione Remaster del gioco base. Un intreccio tra vecchio e nuovo che accompagna da anni tutto quello che porta il nome di Geralt di Rivia.
Fonte: TecnoAndroid








