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The Mandalorian and Grogu, Disney ammette il flop al cinema

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Il botteghino di The Mandalorian and Grogu non ha rispettato le attese, e a dirlo apertamente è stato il nuovo amministratore delegato di Disney, Josh D’Amaro. Durante la conference call sui risultati finanziari della compagnia, il dirigente ha scelto di non liquidare la questione con un secco giudizio da vincitori o perdenti, spiegando che dietro a un incasso deludente c’è comunque una logica più ampia che tiene in piedi il resto della macchina.

Le parole di D’Amaro sono state piuttosto dirette. Ha riconosciuto che anche quando i film tratti dalle grandi franchise non centrano gli obiettivi previsti, come è successo con la pellicola di Star Wars e con il remake in live-action di Moana, gli investimenti su queste proprietà finiscono per alimentare altre aree dell’azienda. Un modo elegante per dire che il cinema, da solo, non racconta tutta la storia.

Sulla stessa linea si è mosso il direttore finanziario Hugh Johnston, che ha usato un’immagine tratta dal mondo degli investimenti. La performance nelle sale conta, ovviamente, e l’ambizione resta quella di ottenere risultati costanti. Ma il settore cinematografico funziona più come un portafoglio, dove la varietà delle attività aiuta ad assorbire l’instabilità tipica del business dei film. In pratica, quando un titolo va male, ci pensano gli altri pezzi dell’impero a bilanciare.

Perché il caso The Mandalorian and Grogu non è un vero disastro

Quello che i due dirigenti lasciano intendere è semplice. Né The Mandalorian and Grogu né il remake di Moana sono operazioni che vivono soltanto dell’incasso al cinema. C’è un valore enorme nel portarli in streaming su Disney Plus, senza contare tutto il capitolo del merchandising e le sinergie con i parchi a tema e le navi da crociera del gruppo. Un film è spesso solo la punta di un iceberg molto più grande.

Uscito il 22 maggio, il film ha segnato il capitolo successivo nel viaggio di Din Djarin nella galassia lontana lontana, dopo tre stagioni che avevano funzionato bene sulla piattaforma di streaming. Peccato che una trama povera di tensione e un generale calo di interesse verso la serie abbiano portato a risultati modesti in sala. Il film di Star Wars ha incassato appena 345 milioni di dollari, il minimo storico per un lungometraggio live-action del franchise.

Il remake di Moana se l’è cavata anche peggio, se paragonato alla corsa all’oro che i live-action Disney hanno vissuto negli ultimi anni. Al momento ha superato di poco il proprio budget da 250 milioni di dollari, un divario notevole rispetto al remake di Lilo e Stitch dell’anno scorso, capace di toccare 1,03 miliardi di dollari. Non è una situazione che Disney sta nascondendo sotto il tappeto, ma di certo è una di quelle da cui la casa di Topolino prova a tirare fuori qualche lato positivo.

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