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Zach Cregger ha già in cantiere il suo prossimo film e si chiama The Flood, un progetto di fantascienza che il regista descrive come il lavoro più disturbante mai firmato fino a oggi. Detto da chi è appena arrivato in sala con Resident Evil, l’adattamento che ha rimesso in piedi il franchise tratto dalla saga di videogiochi, la cosa ha un certo peso. Cregger sta vivendo una fase d’oro, e non da ieri, visto che prima di riportare in vita quel marchio aveva già consegnato al pubblico Weapons, che in molti considerano uno dei migliori horror dell’ultimo decennio.
La conferma è arrivata direttamente dal regista, che ha parlato di una fase di preparazione preliminare. Niente set, niente riprese, ma le cose si stanno muovendo. “È fantascienza, e probabilmente sarà il mio film più disturbante. Non è un film horror, ma contiene molto orrore. Lo adoro. Penso sia davvero speciale. Sono molto entusiasta”, ha spiegato parlando del progetto.
Casting aperto e riprese previste per l’estate
Sul piano pratico, The Flood è nel pieno della fase di ricerca degli interpreti. “Siamo in pieno processo di casting. Siamo nella fase di preproduzione. Spero di iniziare una preproduzione più intensa a febbraio, e magari riusciremo a girare la prossima estate. Sono molto entusiasta. Lo adoro”, ha raccontato Zach Cregger. Tempistiche che, se rispettate, collocherebbero il film tra le uscite più attese dei prossimi anni, considerando anche quanto sia cresciuta l’attesa attorno a ogni nuovo titolo firmato dal regista.
Vale la pena ricordare da dove arriva. Con Barbarian era riuscito a generare tensione partendo da una premessa minima, due persone che si ritrovano nello stesso AirBnB. Da lì, terrore puro. Quando uno così annuncia che il prossimo lavoro sarà il più perturbante della sua carriera, il messaggio va preso sul serio. Cregger ha un talento particolare nel costruire angoscia uscendo dalle regole del genere, e il salto verso la fantascienza apre scenari interessanti, in un territorio che negli ultimi anni ha prodotto titoli parecchio solidi.
L’ombra di 2001 e le domande sull’intelligenza artificiale
I dettagli sulla trama restano pochissimi, ma il regista ha svelato almeno una delle influenze che stanno guidando la scrittura, e non è un riferimento qualunque. Si tratta di 2001: Odissea nello spazio. Cregger però ci tiene a mettere le mani avanti, perché il paragone con Kubrick è ingombrante per chiunque.
“È una buona domanda. Penso che sia come… non lo sto paragonando a 2001, perché considero 2001 un autentico capolavoro in tutti i sensi del termine, ma quel film ha un carattere insolito innegabile, ed è anche un film horror”, ha dichiarato il regista. Un modo per spiegare che il punto di contatto non sta nell’ambizione o nel confronto diretto, ma in qualcosa di più sottile.
E qui arriva la parte che chiarisce meglio la direzione di The Flood. “Mi sembra che 2001 sia un film horror davvero appassionante sulla natura umana e, ovviamente, sull’intelligenza artificiale, ma solleva grandi interrogativi. E credo che, in questo senso, esista una certa somiglianza con The Flood”, ha aggiunto Cregger. Il collegamento, insomma, passa dalle domande che il film vuole porre più che dall’estetica o dalla struttura narrativa.
Il regista si mantiene comunque cauto nel tirare in ballo l’opera di Kubrick, consapevole che accostamenti del genere possono diventare una zavorra prima ancora che il film esista. Quello che emerge con chiarezza dalle sue parole è che The Flood punta a lasciare qualcosa addosso allo spettatore, più di una riflessione, e che l’orrore ci sarà anche se l’etichetta ufficiale sarà un’altra. Per ora si lavora al cast, con la preproduzione vera e propria fissata per febbraio.
Fonte: TecnoAndroid








