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Terasi raccoglie 11 milioni per comunicazioni anti-disturbo

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Undici milioni di euro raccolti in un round seed: è la cifra che porta a casa Terasi, startup svedese della difesa con sede a Stoccolma, in un’operazione guidata insieme dal NATO Innovation Fund e da Join Capital. Un investimento che racconta bene dove si stia spostando l’attenzione dei capitali europei, cioè verso quelle tecnologie che permettono agli eserciti di comunicare anche quando tutto il resto smette di funzionare.

Il cuore del lavoro di Terasi sta in sistemi di comunicazione per il campo di battaglia difficili da intercettare e difficili da disturbare. La società costruisce componenti capaci di trasmettere grandi quantità di dati ad alta frequenza, con applicazioni che vanno oltre l’ambito militare e toccano il settore satellitare e quello delle telecomunicazioni. Niente di appariscente, a guardarlo da fuori, ma è il tipo di infrastruttura invisibile da cui dipende la tenuta di un’operazione.

Collegamenti wireless senza fibra e senza torri

Il prodotto che ha convinto gli investitori è un dispositivo di dimensioni tascabili in grado di creare collegamenti wireless sicuri con velocità dell’ordine del gigabit, senza bisogno di fibra ottica e senza torri di trasmissione. Una caratteristica che lo rende particolarmente adatto agli scenari militari e alle comunicazioni di emergenza, dove le reti fisse semplicemente non esistono oppure sono state messe fuori uso. Terasi rivendica una posizione piuttosto netta sul mercato continentale, sostenendo di essere l’unico produttore europeo capace di fornire un sistema di comunicazione wireless flessibile per ambienti contesi che non sacrifichi né la sicurezza, né la rapidità di dispiegamento, né la capacità di trasmissione dati ad alta velocità. Una dichiarazione impegnativa, ma che spiega perché attorno a questa realtà si sia raccolto un gruppo di investitori così eterogeneo.

Accanto al NATO Innovation Fund e a Join Capital, fondo europeo specializzato nelle fasi iniziali, al round hanno partecipato due nuovi ingressi come In-Q-Tel e D3. Hanno rinnovato la fiducia anche Navigare Ventures, Almi Invest, Onsight Ventures, Further Than Capital e KTH Ventures. Quest’ultimo nome non è casuale, visto che l’azienda nasce come spinout del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma.

Dove finiranno gli undici milioni

I piani dichiarati per l’utilizzo dei fondi sono tre e vanno in direzioni complementari: portare la tecnologia su scala più ampia presso le forze armate europee, allargare il team e sviluppare nuovi prodotti. Un percorso classico per una realtà che esce dalla fase sperimentale e prova a entrare stabilmente nelle catene di fornitura della difesa, dove i tempi sono lunghi e i requisiti tecnici piuttosto severi. James Campion, amministratore delegato e cofondatore di Terasi, ha spiegato la logica dietro il progetto con parole che vanno oltre il semplice discorso commerciale. “Le forze armate europee devono poter spostare informazioni decisive in modo sicuro, rapido e in ambienti dove le infrastrutture, i satelliti e lo spettro stesso possono essere contesi. Non si tratta solo di connettività. Si tratta di restituire all’Europa la libertà di operare e comunicare alle proprie condizioni”.

Campion allarga poi il ragionamento al di fuori del perimetro militare. “La stessa esigenza vale anche altrove. Dalle infrastrutture critiche alle operazioni industriali remote e sensibili, le organizzazioni hanno bisogno di comunicazioni che restino affidabili quando l’infrastruttura fissa non è disponibile, è troppo limitante oppure è sotto attacco. Con le minacce ibride che prendono sempre più di mira i sistemi da cui dipendono le nostre società, quella resilienza conta molto al di là del campo di battaglia”. Il riferimento alle minacce ibride non è retorico e indica piuttosto chiaramente il perimetro commerciale che Terasi intende esplorare: non soltanto contratti con i ministeri della difesa, ma anche operatori di infrastrutture critiche e industrie che lavorano in contesti isolati. Con questo capitale, la promessa è di portare le capacità sul campo più in fretta e di spingerle più lontano.

Fonte: TecnoAndroid

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