Tesla ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un paradosso che racconta bene il momento dell’azienda di Elon Musk. Mai così tante auto vendute, ricavi oltre le previsioni degli analisti, eppure i profitti scendono. Le consegne record non bastano più a garantire margini crescenti, e i numeri lo dicono chiaramente.
Partiamo dai dati. L’utile netto si è fermato a 1,2 miliardi di dollari, circa 1,1 miliardi di euro, con un calo del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un risultato ben lontano dagli 1,9 miliardi che gli analisti si aspettavano. I ricavi, invece, sono cresciuti del 26%, arrivando a 28,2 miliardi di dollari, ovvero poco più di 26 miliardi di euro. La contraddizione è tutta qui. Più fatturato, meno guadagno.
Perché le vendite crescono ma i profitti no
A inizio luglio Tesla aveva già anticipato di aver consegnato 480.126 veicoli tra aprile e giugno, il miglior secondo trimestre della sua storia. Ma dietro quel numero c’è una strategia precisa. Prezzi più bassi e promozioni pensate per riportare i clienti nei negozi dopo il calo del 2025. Il problema è che le offerte costano, e infatti l’aumento delle consegne non ha portato con sé una crescita proporzionale della redditività.
Il quadro cambia parecchio a seconda del mercato. In Europa le cose sono andate bene, spinte dal costo alto di benzina e gasolio che continua a rendere l’auto elettrica una scelta conveniente. Negli Stati Uniti, invece, la situazione si è complicata. L’amministrazione Trump ha eliminato l’incentivo federale da EUR 6.574, circa 6.900 euro, per l’acquisto di auto elettriche, e ha ridotto alcune misure a sostegno della produzione.
C’è poi un’altra voce che pesa. I crediti regolatori venduti da Tesla agli altri costruttori per compensare le loro emissioni hanno reso appena 146 milioni di dollari nel trimestre, contro i 439 milioni di un anno prima. Un crollo netto su una fonte di ricavi che in passato aveva aiutato non poco i bilanci.
Investimenti raddoppiati e cassa sotto pressione
Mentre i margini si assottigliano, Tesla schiaccia l’acceleratore sugli investimenti. Guida autonoma, chip, supercomputer e robot umanoidi. Le spese in conto capitale sono salite del 142% rispetto all’anno scorso, toccando i 5,79 miliardi di dollari nel trimestre. Il risultato è un free cash flow negativo per 1,1 miliardi di dollari, il primo trimestre in due anni in cui l’azienda brucia liquidità invece di generarne. Il free cash flow, in parole semplici, è quello che resta in cassa dopo aver coperto costi operativi e investimenti.
Elon Musk ha confermato la rotta. Nel corso del 2026 Tesla prevede di investire oltre 25 miliardi di dollari, quasi il triplo degli 8,5 miliardi spesi nel 2025. Il direttore finanziario Vaibhav Taneja ha aggiunto che le spese continueranno a salire nei prossimi due o tre anni.


