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Ciglia finte, acari Demodex e occhi secchi: cosa dice lo studio

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Le ciglia finte piacciono a tantissime persone, e a quanto pare piacciono anche a qualcun altro: gli acari del viso, minuscoli aracnidi che vivono normalmente sulla pelle umana. Uno studio ha infatti trovato traccia di questi ospiti microscopici proprio sulle extension e sulle ciglia applicate, insieme a un rischio aumentato di disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Non è una notizia piacevole da leggere davanti allo specchio, ma è utile saperlo prima di prenotare il prossimo appuntamento dall’estetista.

Partiamo dal protagonista. Gli acari di cui si parla appartengono al genere Demodex e sono creature davvero piccolissime, invisibili a occhio nudo, che abitano i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee del volto. Non sono un’anomalia né il segno di una scarsa igiene: convivono con noi da sempre, in silenzio, e nella maggior parte dei casi non causano alcun fastidio. Il problema nasce quando la loro popolazione cresce oltre il normale, perché a quel punto l’equilibrio si rompe e la zona del bordo palpebrale può iniziare a risentirne.

Perché le ciglia finte diventano un ambiente comodo

La ricerca ha rilevato la presenza degli acari proprio sulle extension ciglia, il che suggerisce che l’ambiente creato dall’applicazione risulti particolarmente accogliente. Colla, fibre sintetiche e una struttura più fitta rispetto alle ciglia naturali rendono la pulizia quotidiana meno efficace, e in un’area già ricca di sebo questo può fare la differenza. Chi porta le ciglia applicate, del resto, tende spesso a limitare il lavaggio della zona proprio per non compromettere la tenuta del trattamento, e questo aiuta ben poco.

Il secondo punto emerso dallo studio riguarda le ghiandole di Meibomio, piccole ghiandole situate lungo il margine delle palpebre. Il loro compito è produrre la componente oleosa del film lacrimale, quella che impedisce alle lacrime di evaporare troppo in fretta. Quando smettono di funzionare come dovrebbero si parla appunto di disfunzione, una condizione associata a occhi secchi, irritazione e a quella sensazione fastidiosa di corpo estraneo che molti conoscono bene.

Cosa significa per chi le indossa abitualmente

L’associazione individuata tra ciglia finte e maggiore rischio di problemi alle ghiandole palpebrali non equivale a una condanna definitiva del trattamento estetico, ma è un segnale che merita attenzione, soprattutto per chi le porta in modo continuativo e le fa ritoccare a ogni ciclo di ricrescita. La zona degli occhi è delicata, e piccoli squilibri che altrove passerebbero inosservati qui si fanno sentire subito.

La presenza di Demodex sulle extension, insomma, racconta una storia abbastanza semplice: più si aggiungono strati e materiali alla linea delle ciglia, più diventa difficile mantenere pulito quel piccolo margine di pelle dove gli acari trovano casa. E più questi si moltiplicano, più aumenta la probabilità che le ghiandole vicine ne facciano le spese.

Va detto che convivere con gli acari del viso è la norma per praticamente tutti gli esseri umani adulti, quindi non c’è motivo di farsi prendere dal panico. Il punto sollevato dallo studio riguarda piuttosto le condizioni che ne favoriscono la proliferazione e gli effetti che questa può avere sulla salute oculare, un aspetto che l’industria della bellezza raramente mette in primo piano quando propone ciglia sempre più lunghe e voluminose.

Chi già convive con occhi secchi o irritazioni ricorrenti alle palpebre ha quindi un motivo in più per parlarne con un oculista prima di scegliere le extension ciglia, e per non trascurare la pulizia quotidiana del bordo palpebrale anche quando le ciglia applicate sono già al loro posto.

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