Chi mastica pane e videogiochi da un po’ di tempo sa bene che certi nomi non sono solo etichette su una scatola, ma pezzi di storia impressi nella memoria collettiva. Sucker Punch è esattamente uno di questi nomi. Ecco perché la notizia che Brian Fleming, lo storico co-fondatore, abbia deciso di appendere il joystick al chiodo (almeno per quanto riguarda il ruolo di comando) non è passata inosservata. Non è il solito avvicendamento aziendale fatto di strette di mano fredde e comunicati stampa asettici; è la fine di un’epoca che ha visto nascere icone come Sly Cooper, le scariche elettriche di Infamous e le atmosfere poetiche di Ghost of Tsushima e del prossimo Ghost of Yotei.
Addio Fleming, Sucker Punch affida Ghost of Tsushima ai veterani
Fleming ha guidato la nave per decenni, partendo da zero e trasformando un piccolo team in uno dei pilastri fondamentali dei PlayStation Studios. Sentirlo parlare su LinkedIn della sua uscita lascia addosso quella sensazione agrodolce di quando finisce una serie TV che hai amato per anni. Dice di non sapere ancora cosa farà dopo, ma sprizza una serenità invidiabile, convinto che il momento sia quello giusto per lasciare che nuove energie prendano il sopravvento. Rimarrà nei paraggi fino ad aprile per assicurarsi che il passaggio di consegne non crei scossoni, agendo un po’ come un mentore che guarda i suoi allievi spiccare il volo.
Ma chi sono i volti che raccoglieranno questa eredità così pesante? La scelta è ricaduta su due veterani che Sucker Punch ce l’hanno nel DNA: Jason Connell e Adrian Bentley. Non sono stati scelti dei manager esterni col vestito buono, ma persone che hanno passato anni tra linee di codice e design dei livelli. Connell è l’uomo che ha dato un’anima visiva e narrativa a Ghost of Tsushima, mentre Bentley è la colonna portante tecnica del team. Questa coppia sembra fatta apposta per rassicurare i fan: da una parte la creatività che ci fa emozionare davanti a un tramonto nel Giappone feudale, dall’altra la solidità ingegneristica che permette a quei mondi di girare in modo fluido sulle nostre console.
In un’industria dove spesso i grandi studi cambiano rotta bruscamente, vedere una transizione così interna e rispettosa è una boccata d’aria fresca. Ci suggerisce che Sony non vuole stravolgere l’identità di Sucker Punch, ma anzi, vuole raddoppiare sulla loro capacità unica di mescolare narrazione cinematografica e gameplay d’azione. Il prossimo capitolo della storia dello studio è già iniziato tra le vette innevate di Yotei, e con Connell e Bentley al timone c’è da scommettere che lo spirito originale rimarrà intatto, pur aprendosi a quelle nuove idee che solo una nuova leadership può portare. In fondo, ogni grande saga ha bisogno di un cambio di prospettiva per non diventare ripetitiva, e Sucker Punch sembra aver trovato il ritmo perfetto per continuare a stupirci.