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Amazon abbandona gli MMO: Throne and Liberty e Lost Ark ceduti

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Il ritiro di Amazon dal mondo degli MMO è ormai completo, e non si tratta più di un semplice ridimensionamento. Dopo aver annunciato l’anno scorso la volontà di fermare “una quantità significativa” del lavoro sui titoli AAA sviluppati internamente, con un riferimento esplicito proprio al genere dei giochi di ruolo online massivi, il colosso ha comunicato mercoledì che passerà ad altre aziende la gestione delle live operations di Throne and Liberty e Lost Ark in Occidente. Due nomi pesanti, due addii che chiudono definitivamente un capitolo.

Nel dettaglio, Throne and Liberty finirà nelle mani di FirstSpark Games e NC, con il passaggio previsto nel quarto trimestre del 2026. Lost Ark, invece, tornerà sotto la gestione diretta di Smilegate a partire dall’inizio del 2027. Nessuno dei due giochi sparisce, quindi, ma cambia chi tiene le redini quotidiane: aggiornamenti, eventi, server, comunicazione con i giocatori. Tutto quel lavoro poco visibile ma essenziale che tiene in piedi un MMO nel tempo.

La fine di New World e il segnale arrivato a ottobre

Il segnale più netto era arrivato già a ottobre, quando Amazon aveva reso pubblico il cambio di rotta più ampio. Nello stesso periodo gli sviluppatori di New World: Aeternum, terzo MMO della scuderia, avevano annunciato l’intenzione di interrompere la pubblicazione di nuovi contenuti. Da gennaio il gioco non è più acquistabile e la data del suo spegnimento definitivo è già fissata: i server verranno staccati il 31 gennaio 2027.

Un percorso che dice molto su come sia cambiata la percezione interna del genere. Gli MMO richiedono investimenti continui, squadre numerose, un flusso costante di contenuti nuovi per non perdere la comunità. Sono progetti che vivono di anni, non di mesi, e reggono solo se i numeri restano solidi. Amazon ci ha provato con tre titoli diversi, con approcci diversi, tra sviluppo interno e pubblicazione di giochi coreani già affermati. Il bilancio, evidentemente, non ha convinto chi decide dove mettere i soldi.

Dove guarda adesso il gaming di Amazon

La nuova direzione del gaming di Amazon si muove su tre binari piuttosto chiari. Il primo è Luna, il servizio di cloud gaming, che resta il pezzo più strategico dell’intera operazione: niente hardware da vendere, niente console, solo streaming di giochi. Il secondo riguarda i party games, quelli pensati per essere giocati sul televisore usando lo smartphone come controller, una formula pensata per il pubblico più ampio possibile e non per chi passa centinaia di ore su un singolo titolo. In questa categoria rientrano anche esperienze con personaggi generati dall’intelligenza artificiale, tra cui versioni digitali di Snoop Dogg e Arnold Schwarzenegger.

Il terzo binario è forse il più interessante dal punto di vista industriale: giochi legati ai franchise su cui Amazon sta già lavorando su altri fronti, dalle serie ai film. Nomi come James Bond e Tomb Raider non sono citati a caso, perché rappresentano proprio quel tipo di sinergia tra contenuti che l’azienda inseque da tempo. Un videogioco che parla alla stessa audience di una serie televisiva, e viceversa.

Per i giocatori l’effetto pratico si vedrà nei prossimi mesi. Chi frequenta Throne and Liberty e Lost Ark dovrà abituarsi a nuovi interlocutori, con tutto quello che comporta in termini di politiche sui contenuti, gestione dei negozi in gioco e ritmo degli aggiornamenti. Nel caso di Lost Ark, in particolare, il ritorno sotto Smilegate riporta il titolo direttamente nelle mani di chi lo ha creato. Per New World: Aeternum, invece, il conto alla rovescia è già partito e la data è quella del 31 gennaio 2027.

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