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NASA: ecco come Curiosity continua a lavorare su Marte
Al momento, il rover sta esplorando le pendici del Monte Sharp, una montagna marziana alta circa cinque chilometri, dove si trovano le cosiddette “formazioni a scatola”. Ovvero creste rocciose formatesi miliardi di anni fa grazie all’azione dell’acqua sotterranea.
La soluzione è arrivata con l’intelligenza software. Al Jet Propulsion Laboratory, gli ingegneri hanno ideato un aggiornamento che consente a Curiosity di svolgere compiti in parallelo, sfruttando al massimo ogni momento attivo. Finora, il rover agiva in sequenza: avanzava, si fermava, raccoglieva dati, poi si bloccava per inviare le informazioni a un orbiter in transito. Ora, invece, può comunicare mentre si muove o manovra il suo braccio robotico. Riducendo così il tempo in cui deve mantenere accesi strumenti e sistemi di riscaldamento.
Tale nuova capacità rappresenta un cambio di prospettiva nella gestione di un veicolo a milioni di chilometri di distanza. In un ambiente come quello di Marte, dove ogni watt conta, la possibilità di fare di più in meno tempo non è solo un miglioramento tecnico. Rappresenta una vera garanzia per il lavoro di Curiosity.










