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Streaming Community: ecco i recenti sviluppi
Finora l’oscuramento è avvenuto con gli strumenti “tradizionali” di AGCOM. Mentre Piracy Shield non poteva essere impiegata perché il suo raggio d’azione, per legge, era limitato agli eventi sportivi live. La situazione sta però per cambiare: il regolamento che governa Piracy Shield è già in fase di revisione. Dunque, salvo sorprese, arriverà in Consiglio entro la fine di luglio. L’estensione consentirà ad AGCOM di ordinare ai provider italiani il blocco lampo anche dei siti che saccheggiano cataloghi cinematografici. In pratica, lo stesso meccanismo a “lista nera” che azzera lo streaming illecito di una partita potrà essere applicato a portali come Streaming Community.
Nel frattempo, l’Autorità ha sottolineato che il principale bersaglio resta la filiera criminale che gestisce e monetizza i contenuti. Allo stesso tempo, però, avverte che pure l’utente finale non sarà più considerato semplicemente “spettatore”. Accedere a un indirizzo bloccato, di per sé, non genera sanzioni. Ma, se i log dei provider dimostrano che la permanenza è sufficiente a far presumere la visione completa di un film, scatta la contestazione amministrativa. La prima multa parte da 154 euro (riducibile di un terzo se pagata subito). In caso di recidiva, la sanzione sale direttamente a 5 mila euro.









