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Tali vantaggi teorici, non hanno permesso alla tecnologia BECCS di diffondersi. Quest’ultima è ancora ostacolata dalla mancanza di infrastrutture adeguate. Il trasporto e lo stoccaggio di carbonio richiedono grandi investimenti. Quest’ultimi devono coinvolgere impianti e reti di distribuzione. Strutture che, al momento, sono poco sviluppate. Le supposizioni evidenziano i risultati attesi entro il 2030. Si prospetta che la capacità di cattura di carbonio da fonti biogeniche potrebbe arrivare a circa 60 milioni di tonnellate annue. Valore ben lontano da quello previsto dallo scenario del Net Zero entro il 2050. Quest’ultimo, infatti, si aggira intorno ai 85 milioni di tonnellate annue.
Sono emersi, in particolare, quattro limiti del Pianeta che influiscono sul potenziale della tecnologia che si basa sullo stoccaggio di carbonio. Si tratta dell’integrità della biosfera (-93% del potenziale) e la deforestazione (-61%). La disponibilità di acqua dolce (-59%) e i flussi di azoto da fertilizzanti (-21%). Riguardo tali limiti sono state avanzate alcune soluzioni. A tal proposito, i ricercatori suggeriscono una drastica riduzione del consumo di carne.
Un passo che contribuirebbe a diminuire le emissioni provenienti dall’agricoltura e dall’allevamento intensivo. Secondo quanto riportato l’adozione di una dieta più sostenibile non solo migliorerebbe l’efficienza del BECCS, ma proteggerebbe anche le risorse naturali. Scenario che potrebbe contribuire alla resilienza complessiva del nostro Pianeta. Tale scenario evidenzia come sia necessario affrontare una serie di sfide complesse. La tecnologia per lo stoccaggio di carbonio rappresenta un’opportunità promettente. Ma è necessario intervenire affinchè tale tecnologia possa prosperare.


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