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Per la prima volta Starship di SpaceX ha raggiunto l’orbita, un traguardo che il megarazzo non aveva mai toccato prima. La missione però non si è chiusa come nei piani. Durante il volo il veicolo ha rilasciato 26 satelliti Starlink e poco dopo l’ammaraggio è esploso, mentre un problema ai motori aveva già accorciato la missione di quasi sette ore rispetto alla tabella di marcia.
Il quadro che ne esce è piuttosto particolare, con un risultato storico e un finale decisamente meno felice concentrati nello stesso volo. Da un lato c’è il successo tecnico di aver portato Starship in orbita. Dall’altro ci sono un guasto e un’esplosione che hanno segnato le ultime fasi della missione. Due facce della stessa giornata, difficili da separare.
Il primo volo di Starship pensato per generare ricavi
Il dettaglio che rende questa missione diversa dalle precedenti riguarda la sua natura. Si è trattato infatti del primo volo commerciale di Starship, cioè della prima volta in cui il gigantesco vettore ha lavorato per produrre un ritorno economico e non soltanto per raccogliere dati di collaudo. Un cambio di passo che pesa, perché sposta il razzo dal terreno delle prove a quello del servizio vero e proprio.
Il carico era composto da 26 satelliti Starlink, che il megarazzo è riuscito a rilasciare in orbita. Proprio questa fase, quella più delicata dal punto di vista operativo, è andata a buon fine. Il dispiegamento dei satelliti rappresenta il cuore del volo, il motivo stesso per cui la missione è stata considerata capace di generare entrate.
Portare in orbita un carico reale cambia parecchio la prospettiva. Quando un vettore trasporta qualcosa di concreto il margine di errore si restringe e ogni fase del volo assume un peso diverso. In questo caso la parte principale del lavoro è stata completata, con i satelliti consegnati nello spazio.
Il guasto ai motori e l’esplosione dopo l’ammaraggio
Le cose si sono complicate più avanti. Un problema ai motori ha costretto a interrompere la missione in anticipo, accorciandola di quasi sette ore rispetto alla durata prevista. Una differenza tutt’altro che trascurabile, che ha cambiato in modo netto lo svolgimento delle fasi finali del volo.
Il guasto non ha impedito il rilascio dei satelliti, ma ha pesato su quello che doveva accadere dopo. La missione si è così chiusa ben prima del previsto, con un profilo di volo ridotto rispetto a quello immaginato in partenza. Il razzo di SpaceX ha quindi completato il compito principale senza riuscire a portare a termine l’intero programma.
Il capitolo conclusivo è arrivato con il rientro. Dopo aver toccato l’acqua, Starship è esplosa, chiudendo in modo brusco una missione che aveva comunque segnato un primato. L’ammaraggio è dunque avvenuto, ma il veicolo non è sopravvissuto alle fasi successive.
Messo in fila, il volo racconta una storia fatta di luci e ombre. Il megarazzo ha raggiunto l’orbita per la prima volta e ha consegnato 26 satelliti Starlink nel suo primo incarico commerciale. Poi il problema ai motori ha tagliato la missione di quasi sette ore e, dopo l’ammaraggio, Starship è esplosa.
Fonte: TecnoAndroid








