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Chi disegna i computer per il più grande produttore mondiale di pc ha le idee piuttosto chiare su dove stiamo andando, e Brian Leonard le riassume così: il futuro è oltre i monitor. Leonard guida il team che disegna i laptop di Lenovo, ha alle spalle oltre tre decenni passati dentro la storia dell’informatica, fino ai primissimi prototipi del ThinkPad, il portatile che il mondo enterprise ha imparato ad amare. E nonostante tutto quello che è cambiato, continua a parlare di design usando una parola che sembra fuori posto quando si parla di macchine: relazioni. Tra le persone e gli oggetti, tra un’idea e la forma che poi assume davvero.
L’argilla, le mani e un mouse tenuto come un uccellino
Curioso che, per raccontare il futuro, Leonard parta da qualcosa di modellato a mano. Nel 2021 il suo team firma il primo mouse verticale di Lenovo, un progetto nato studiando l’anatomia e la postura naturale del corpo. L’immagine che aveva in testa era quella di un oggetto da tenere in mano come un uccellino, stringendolo appena, quel tanto che basta per controllarlo senza schiacciarlo. Una sensibilità che, ammette, resta difficile da replicare anche nei software CAD più evoluti. Prova dopo prova, tutto a mano, con l’argilla, finché la forma giusta non è stata digitalizzata.
Non è un episodio isolato. Lo stesso metodo viene applicato ai controller dei dispositivi da gioco portatili come Legion Go. Il compito di un designer dentro una grande azienda tech, spiega, resta risolvere problemi per gli altri, e costruire fisicamente le cose continua a essere essenziale. Anche nelle case automobilistiche che lavorano con l’intelligenza artificiale c’è ancora qualcuno che scolpisce l’argilla. Quella dimensione umana, insomma, non è decorativa.
Pieghevoli fermi al palo, riparabilità che torna di moda
Sui pc pieghevoli Leonard è onesto: finora sono rimasti un prodotto di nicchia, e manca un pezzo dell’esperienza. Il foldable mette in discussione la tastiera fisica, quindi il modo stesso in cui si usa un computer. L’intelligenza artificiale e le interazioni multimodali potrebbero rendere quelle superfici molto più interessanti, ma serve trovare la combinazione giusta tra hardware e software. Finché non arriva, il formato resta una promessa.
Intanto una cosa sta già tornando indietro, ed è la riparabilità. Nei ThinkPad più recenti l’accessibilità è stata reintrodotta in modo deciso: batterie sostituibili, SSD e memoria più semplici da cambiare. Un tempo progettare un computer riparabile anche dal cliente era la normalità, poi la corsa al più sottile e più leggero ha spazzato via buona parte di quella logica. Ora l’obiettivo dichiarato è recuperarla.
Il punto d’arrivo, però, è un altro. Leonard immagina un momento in cui non sarà più necessario sedersi davanti a uno schermo per lavorare: contenuti che arrivano all’orecchio o attraverso gli occhiali, interazione naturale con l’ambiente. Lo spazio attorno diventa parte del dispositivo. Ed è qui che entra in gioco il display trasparente, il prototipo mostrato di recente da Lenovo, che per ora resta una possibilità e nulla di più. L’idea affascinante non è il laptop in sé, ma il fatto che uno specchio possa trasformarsi in uno schermo, o una finestra mostrare informazioni solo quando servono, senza obbligare nessuno a prendere in mano un oggetto.
Da Star Trek al pulsante rosso di emergenza
Quando la conversazione scivola sulla fantascienza, Leonard fa notare una cosa che nel mondo tech capita spessissimo: è la vita a imitare l’arte. I comunicatori di Star Trek, le interfacce gestuali di Minority Report, roba che sembrava pura invenzione e che oggi si ritrova, in forme simili, dentro prodotti veri. I film continuano a influenzare il modo in cui la tecnologia viene immaginata, anche quando i designer non stanno consapevolmente copiando nulla.
Resta la domanda scomoda, quella sugli agenti IA e sull’eventualità di un grande pulsante rosso da premere sui pc per fermarli, come l’arresto di emergenza dei macchinari industriali. Leonard ride, e poi risponde che spera davvero di no. L’obiettivo è costruire sistemi in cui sicurezza e privacy siano integrate fin dall’inizio.
Fonte: TecnoAndroid








