Vai al contenuto
Offerte

Apple domina gli auricolari TWS con 16,8 milioni di unità

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Nel mercato auricolari le gerarchie non cambiano, con Apple che resta comodamente in testa, però sotto la superficie qualcosa si muove. I numeri del trimestre aprile giugno raccontano un settore che ha smesso di correre e che comincia a cambiare forma, spinto da una categoria di prodotti fino a poco tempo fa quasi di nicchia. Il riferimento è agli auricolari cosiddetti open ear, quelli che non tappano l’orecchio, e che ormai hanno guadagnato spazio sufficiente per meritare un capitolo tutto loro.

Prima però vale la pena chiarire di cosa si parla quando si dice true wireless. Sono gli auricolari completamente indipendenti, senza alcun cavetto che colleghi il destro al sinistro, a differenza dei modelli wireless della generazione precedente. Ed è proprio questo comparto, il più maturo e il più affollato, a mostrare i primi segnali di stanchezza.

Apple davanti a tutti, ma la crescita si è fermata

Il quadro complessivo segna un calo dello 0,7% su base annua. Poca cosa in termini assoluti, certo, ma abbastanza per capire che la fase di boom appartiene al passato e che ora il settore si è assestato su livelli più prevedibili. Dentro questa fotografia sostanzialmente piatta, Apple ha spedito 16,8 milioni di dispositivi TWS nel trimestre, con una crescita dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima e una quota globale del 20,5%.

Il distacco dalla concorrenza è netto. Xiaomi si piazza seconda con il 10,4%, praticamente la metà. Poi Samsung al 6,7%, Huawei al 6,2% e OPPO al 5%. Quest’ultima è l’unica altra azienda della top five a mettere a segno una crescita a doppia cifra, e non una crescita timida: 14,9% su base annuale. Da tenere presente che nel conteggio di OPPO rientrano anche i prodotti a marchio OnePlus, dettaglio che aiuta a spiegare il risultato.

Numeri alla mano, il podio resta stabile da tempo, con Apple che continua a beneficiare dell’integrazione dei suoi AirPods nell’ecosistema e i produttori cinesi che si giocano la partita soprattutto sui volumi e sulle fasce di prezzo più accessibili.

Gli OWS diventano una categoria a parte

La novità più interessante riguarda i prodotti OWS, acronimo di Open Wireless Stereo secondo la classificazione di Omdia. La definizione è abbastanza ampia e comprende tutti gli auricolari che lasciano libero il condotto uditivo, permettendo così di continuare a percepire quello che accade intorno. Utile in strada, durante l’attività fisica o semplicemente per chi non ama la sensazione di isolamento dell’in ear classico.

Il segmento è cresciuto talmente da richiedere un’analisi separata dal resto del mercato. Dentro ci finiscono due famiglie piuttosto diverse tra loro. Da un lato i modelli a clip, il design che negli ultimi mesi ha spopolato, con l’auricolare che si aggancia al padiglione come un piccolo orecchino. Dall’altro i prodotti che non sono nemmeno true wireless in senso stretto, come le soluzioni ad archetto, quelle che passano dietro la testa o appoggiano sugli zigomi sfruttando la conduzione ossea.

Una curiosità nella classificazione riguarda proprio Apple. Gli AirPods di quinta generazione, quelli nella versione non Pro, non sono stati inseriti in questa categoria, nonostante l’azienda stessa li presenti esplicitamente come un prodotto open ear. Una scelta metodologica che, considerando i volumi di Cupertino, ha un peso non trascurabile sulla fotografia finale del segmento.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
170 Condivisioni