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Samsung TV, vent’anni al primo posto in Italia nelle vendite

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Vent’anni consecutivi in testa alle classifiche di vendita non capitano per caso, e Samsung continua a essere il marchio di televisori più venduto in Italia anche nel 2025, secondo i dati annuali NIQ/GfK. Un primato lungo due decenni, costruito mentre attorno cambiava praticamente tutto, dalle tecnologie dei pannelli ai nomi che riempiono gli scaffali dei negozi di elettronica.

Chi segue il settore da tempo sa quanto sia stato movimentato questo periodo. All’inizio degli anni Duemila il mercato dei televisori parlava soprattutto giapponese, con marchi che sembravano intoccabili. Poi è arrivata l’ondata coreana, che ha ribaltato gli equilibri nel giro di pochi anni. Oggi la spinta più forte arriva dalla Cina, con produttori che hanno smesso di essere alternative economiche per diventare concorrenti veri, capaci di giocarsela sul terreno della qualità e non solo su quello del prezzo.

La concorrenza cinese cresce, ma il primo posto non si sposta

Nomi come Hisense e TCL hanno guadagnato terreno in modo evidente, tanto da diventare presenze fisse nelle scelte di chi entra in un negozio con l’idea di cambiare TV. Investimenti pesanti, cataloghi sempre più ampi, sponsorizzazioni sportive che li hanno resi familiari anche a chi non segue le novità tecnologiche. Eppure, quando si passa alla cassa, gli italiani continuano a mettere nel carrello un televisore Samsung più spesso di qualsiasi altro.

I numeri raccolti da NIQ/GfK fotografano proprio questo. La leadership resta salda, nonostante la pressione competitiva sia oggi molto più intensa rispetto a dieci o quindici anni fa. È un dato che racconta anche qualcosa sulle abitudini dei consumatori, che tendono a tornare su un marchio conosciuto quando si tratta di un acquisto che dura anni e che finisce al centro del salotto.

Dai primi LED al Micro RGB, un percorso lungo vent’anni

La storia commerciale di Samsung in Italia si può leggere anche attraverso le tecnologie che l’azienda ha portato sul mercato. I primi televisori LED hanno rappresentato il successo iniziale della casa coreana, quello che ha spostato l’attenzione del pubblico e ha aperto la strada a tutto il resto. Erano gli anni in cui lo spessore dei pannelli si riduceva di generazione in generazione e la sostituzione del vecchio apparecchio diventava quasi obbligata.

Poi è arrivata la stagione dei QLED, che per lungo tempo hanno costituito l’ossatura dell’offerta televisiva del marchio. Non un prodotto di nicchia riservato alla fascia alta, ma una tecnologia distribuita su ampie porzioni della gamma, dai modelli più accessibili fino ai top di categoria. Una strategia che ha permesso di coprire fasce di prezzo molto diverse mantenendo un’identità riconoscibile.

L’ultima tappa di questo percorso porta il nome di Micro RGB, la tecnologia che oggi sta alla base dell’esperienza TV premium della casa coreana. È il segmento dove si concentrano le ambizioni maggiori, quello in cui la competizione con i rivali asiatici si gioca sulla resa dell’immagine e sulla capacità di offrire qualcosa che gli altri non hanno ancora.

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