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Le conferme arrivate dal settore indicano che Samsung avrebbe firmato un accordo per fornire oltre la metà del fabbisogno annuale di moduli SOCAMM2 richiesti da Nvidia per il 2026. Un traguardo non scontato, considerando che negli ultimi anni il segmento SOCAMM è stato dominato da Micron. Eppure, il progresso sia di Samsung sia di SK Hynix nella produzione stabile di DRAM di quinta generazione ha cambiato il panorama competitivo, rendendo il mercato più diversificato.
Samsung sigla un accordo con NVIDIA: ecco cosa cambia
Il ruolo dei SOCAMM, spesso descritti come una soluzione meno sofisticata rispetto alle memorie ad alta banda, non deve trarre in inganno. Nei data center orientati ai carichi di lavoro AI, la domanda di memoria volatile cresce a ritmi molto superiori rispetto a quelli del mercato tradizionale. Trasformando tali moduli in un componente strategico. Nvidia prevede di implementarli nei nuovi supercomputer basati su CPU Vera e GPU Rubin. Dispositivi pensati per elaborare modelli sempre più estesi e complessi.
Se si osservano i numeri, la portata dell’accordo appare ancora più rilevante. La richiesta complessiva di moduli SOCAMM prevista da Nvidia per il 2026 ammonta a circa 20 miliardi di gigabyte. Di cui, 10 miliardi verrebbero affidati a Samsung. Per sostenere un volume simile, saranno necessari circa 830 milioni di chip LPDDR5X da 24 Gb e una produzione stimata tra 30.000 e 40.000 wafer ogni mese. Un impegno che rappresenta intorno al 5% della capacità DRAM mensile dell’azienda. La parte restante dell’ordine verrà suddivisa tra Micron e SK Hynix.
Il valore economico della commessa non è stato divulgato, ma si tratta con ogni probabilità di un’operazione consistente. Particolarmente rilevante se si considera anche il contributo della linea HBM4, già al centro di investimenti ingenti nel settore AI.










