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Samsung Galaxy Z Fold8, la polvere blocca ancora la cerniera

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Chi sperava che l’ottava generazione del pieghevole coreano archiviasse definitivamente la questione, resterà deluso: Galaxy Z Fold8 continua a portarsi dietro il problema della cerniera e della polvere, esattamente come i modelli che l’hanno preceduto. Il dispositivo, annunciato il 22 luglio, arriva con un nuovo fattore di forma, uno schermo interno flessibile più resistente e una piega centrale decisamente meno visibile rispetto alla generazione precedente. Tutto migliorato, insomma, tranne la cosa che da otto anni fa storcere il naso a chi smonta questi telefoni per mestiere.

La certificazione è rimasta IP48, e vale la pena spiegare cosa significhi davvero quella sigla. IP sta per Ingress Protection, protezione dalle infiltrazioni. Il primo numero, il 4, riguarda i corpi solidi e certifica la tenuta soltanto contro oggetti più grandi di un millimetro. Il secondo, l’8, parla di acqua e garantisce l’immersione fino a tre metri di profondità, purché non si tratti di acqua salata o di alcol. Tradotto in pratica: una caduta nel lavandino non fa danni, una giornata in spiaggia sì.

Il test di iFixit e i rumori che nessuno vuole sentire

Samsung, del resto, non fa mistero della cosa. Durante la configurazione iniziale del telefono compare un avviso piuttosto esplicito, che ricorda come lo smartphone non sia resistente alla polvere e come l’esposizione a piccole particelle, la sabbia per esempio, possa causare danni. Un messaggio onesto, certo, ma che su un prodotto di questa fascia suona quasi come un’ammissione.

I tecnici di iFixit hanno voluto vedere fino a che punto reggesse la struttura. Hanno preso particelle di polvere da 0,04 millimetri e granelli di sabbia da 0,16 millimetri, li hanno messi a contatto con il dispositivo e poi hanno cominciato ad aprire e chiudere il telefono ripetutamente. Il risultato non è stato incoraggiante. La cerniera ha iniziato a produrre rumori sgradevoli, quel tipo di suono che chiunque abbia mai avuto a che fare con un meccanismo inceppato riconosce al volo, fino ad arrivare al blocco completo. L’unica nota positiva riguarda l’interno: né la polvere né la sabbia sono riuscite a penetrare nel corpo del dispositivo. Il danno, quindi, resta confinato al meccanismo di apertura, che però è esattamente il cuore di un pieghevole.

La concorrenza è già oltre, e costa meno fatica

Il punto che rende la faccenda più difficile da digerire è il confronto con il resto del mercato. Pixel 10 Pro Fold e Pixel 11 Pro Fold di Google, così come Magic V6 di HONOR, hanno ottenuto la certificazione IP68, che significa protezione totale contro la polvere. Non parziale, non condizionata, totale. Aziende con meno esperienza accumulata sul fronte dei pieghevoli hanno risolto un problema che Samsung, pur avendo tutte le competenze tecnologiche del caso, continua a lasciare in sospeso generazione dopo generazione.

E poi c’è la questione del prezzo, che pesa parecchio nel giudizio complessivo. Il listino di partenza per Galaxy Z Fold8 è di 2.099 euro. Una cifra da prodotto di lusso, con la quale ci si aspetterebbe di non dover pensare a dove si appoggia il telefono o a cosa può finirgli dentro durante una passeggiata all’aperto. Invece l’attenzione richiesta all’utente resta la stessa di sempre.

Su questo, gli esperti di iFixit si sono concessi una battuta che rende bene l’idea. Secondo loro Galaxy Z Fold8 è un’ottima scelta per chi vive e lavora in una clean room, la camera bianca, quegli ambienti ultra controllati usati per esempio nella fabbricazione dei chip, dove la contaminazione da particelle viene ridotta al minimo assoluto. Fuori da lì, l’invito è a maneggiare il pieghevole con una certa dose di prudenza, tenendolo lontano da sabbia, cantieri e ogni situazione in cui il pulviscolo la faccia da padrone.

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