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PS5 a 199 euro su Vinted: truffa da 11mila euro a Roma

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Una PS5 a 199 euro su Vinted è il genere di annuncio che fa scattare l’istinto dell’affare, quello che spinge a scrivere subito al venditore prima che ci pensi qualcun altro. Per un ventiduenne romano quel messaggio è stato l’inizio di una truffa andata avanti per mesi, con un conto finale da 11mila euro e con la nonna trascinata dentro la vicenda quasi senza rendersene conto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione Roma Piazza Bologna, la console era pubblicizzata come nuova sulla piattaforma di compravendita. Il primo contatto è avvenuto regolarmente all’interno del sito, poi la conversazione si è spostata su un numero di telefono privato. Un passaggio apparentemente banale, in realtà il momento esatto in cui la trattativa ha smesso di essere protetta.

Da 199 euro a una spirale di bonifici

Il prezzo, una volta uscito dai binari del marketplace, ha cominciato a muoversi. Prima da 199 a 230 euro, poi la proposta di aggiungere 150 euro per alcuni prodotti collegati a PlayStation. Dopo i primi pagamenti sono arrivate nuove richieste di denaro, sempre motivate con presunti intoppi legati alla spedizione. Nessuna consegna, però, e nessun pacco in arrivo.

Il venditore avrebbe poi tirato fuori la storia dell’IBAN sbagliato, sostenendo che uno dei bonifici era finito sul conto errato. Dopo una restituzione soltanto simulata, la vittima ha versato di nuovo la stessa somma. Lo schema si è ripetuto più volte, con la stessa logica e le stesse scuse, mentre la PS5 restava un oggetto puramente teorico. A un certo punto nella vicenda è entrata anche la nonna del ragazzo, 77 anni, convinta a effettuare altri bonifici per sbloccare la situazione. Per gli ultimi versamenti è stato indicato un secondo conto, intestato a un uomo di 71 anni presentato come il nonno del venditore. Un dettaglio che, letto oggi, suona come l’ennesimo tassello di una messinscena costruita con pazienza.

Due pizze margherita e il cerchio che si chiude

Quando il totale ha raggiunto gli 11mila euro, nipote e nonna si sono rivolti ai carabinieri. Da lì è partito il lavoro sulla traccia dei pagamenti, il percorso più concreto in questi casi. Gli investigatori sarebbero risaliti ai conti e alle carte prepagate intestate ai presunti responsabili, ricostruendo il flusso del denaro passaggio dopo passaggio.

L’elemento che ha dato la spinta decisiva è quasi comico nella sua semplicità. Tra i movimenti bancari figurava un ordine di food delivery per due pizze margherita. L’indirizzo di consegna, incrociato con i cognomi letti sul citofono, avrebbe permesso di chiudere il cerchio e mettere un nome sulle persone dietro l’annuncio della console. I due uomini, di 22 e 71 anni, residenti in provincia di Napoli, sono stati denunciati alla Procura di Roma per truffa in concorso. Le accuse dovranno ora essere valutate nelle sedi competenti, come previsto dall’iter giudiziario.

Perché uscire dalla piattaforma cambia tutto

La dinamica racconta bene quanto sia rischioso spostare una compravendita fuori dai sistemi di pagamento e di protezione messi a disposizione dai marketplace. Finché la trattativa resta dentro la piattaforma esistono strumenti di tutela, tracciabilità, procedure di rimborso. Fuori, con un numero di telefono privato e una serie di bonifici, quelle garanzie svaniscono.

Ci sono segnali che tornano praticamente sempre negli stessi termini. Richieste ripetute di denaro, problemi tecnici che compaiono all’improvviso, prezzi che si gonfiano dopo l’accordo iniziale, restituzioni promesse e mai eseguite. Davanti a uno di questi passaggi, interrompere la trattativa è la mossa che evita il resto. Nel caso della console proposta a 199 euro, il momento giusto per fermarsi è arrivato molto prima dei bonifici finiti su un secondo conto intestato a un settantunenne. I due presunti autori del raggiro sono stati identificati grazie ai movimenti bancari, l’ordine delle pizze compreso, e la posizione di entrambi è ora nelle mani della Procura di Roma.

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