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Samsung Display, ecco l’OLED da 16 pollici a 300 Hz per i laptop

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Alla IMID 2026 di Busan Samsung Display ha messo in vetrina un pannello che farà gola a chi gioca su portatile, un OLED da 16 pollici con risoluzione definita “2,5K” e frequenza di aggiornamento fino a 300 Hz. Un salto netto rispetto ai pannelli della generazione precedente, che su queste diagonali si fermavano parecchio prima. La conferenza internazionale dedicata all’information display resta la vetrina preferita dai produttori coreani per mostrare cosa bolle in pentola, e in questa edizione il pezzo forte porta chiaramente la firma del reparto gaming.

I numeri, però, sono anche il limite dell’annuncio. Samsung non ha fornito indicazioni su alcuni aspetti tecnici che pesano non poco nella valutazione di uno schermo, a partire dalla luminosità massima e dalla fedeltà cromatica. Due voci che, su un pannello pensato per il lavoro creativo oltre che per il gioco, farebbero la differenza. Manca anche una data: nessuna parola su quando questi display raggiungeranno i laptop in commercio, anche se è ragionevole pensare a un’attesa di almeno qualche mese.

Un pannello da gaming che chiede molto alle schede video

La destinazione d’uso è evidente. Trecento hertz su un portatile significano un solo obiettivo, cioè i giochi competitivi, dove la fluidità dell’immagine conta più della resa scenografica. Il problema è che a quella risoluzione le GPU capaci di sostenere framerate simili si contano sulle dita di una mano, almeno senza appoggiarsi alle tecnologie di generazione dei fotogrammi basate sull’intelligenza artificiale. Insomma, il pannello corre più veloce di quanto la maggior parte dell’hardware riesca a stargli dietro.

C’è comunque un motivo preciso per cui i giocatori continuano a preferire la tecnologia OLED, e non riguarda soltanto il contrasto o il nero perfetto. Sono i tempi di risposta, che su questi pannelli restano inferiori di un intero ordine di grandezza rispetto ai migliori LCD sul mercato, compresi i Fast IPS e le varie evoluzioni dei VA. Tradotto in pratica, meno scie dietro agli oggetti in movimento e un’immagine più pulita quando l’azione accelera. Su uno schermo da 300 Hz è proprio quello il terreno di gioco.

Resta il fatto che un display del genere apre uno scenario interessante per i notebook di fascia alta. Sedici pollici sono una diagonale comoda, adatta a chi usa la macchina anche per lavorare, e la risoluzione intermedia tra Full HD e 4K rappresenta il compromesso più sensato tra nitidezza e carico sulla scheda grafica.

Il secondo annuncio riguarda i pieghevoli

Accanto al pannello per laptop, l’azienda sudcoreana ha portato in fiera anche un OLED da 7,6 pollici pensato specificamente per i dispositivi pieghevoli. Qui il tema non è la velocità, ma un difetto che chiunque abbia maneggiato un foldable ha notato almeno una volta, ovvero il calo di luminosità e la perdita di uniformità visiva nella zona centrale, quella che corrisponde alla cerniera.

La soluzione passa da due strade parallele. Da un lato nuovi materiali per gli strati organici emissivi, dall’altro modifiche strutturali al pannello stesso, così da mantenere una luminosità più costante anche nelle aree sottoposte alla piega. Un lavoro poco appariscente, se paragonato ai 300 Hz del fratello maggiore, ma potenzialmente più rilevante per l’utente medio, perché tocca uno dei punti deboli più visibili degli schermi pieghevoli attuali.

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