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iPhone 18 Pro, il prezzo salirà: almeno 100 euro in più

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Il prezzo di iPhone 18 Pro sembra destinato a salire, e le indiscrezioni che circolano in queste settimane vanno tutte nella stessa direzione: il prossimo top di gamma di Cupertino dovrebbe costare circa 100 euro in più rispetto al modello attuale. Il motivo non è un capriccio di listino, ma qualcosa di molto più concreto e ormai noto a chiunque segua il settore, ovvero la crisi delle memorie, che ha fatto lievitare i costi di produzione di praticamente ogni smartphone in commercio. Un aumento a monte che, prima o poi, finisce sempre per arrivare in fondo alla catena.

Che Apple non intenda assorbire in silenzio questi rincari lo si è già visto altrove. I listini di Mac e iPad sono stati ritoccati verso l’alto, e persino la gamma iPhone 17 ha subito un aggiustamento, anche se limitato al mercato giapponese. Insomma, la domanda non è più se i prezzi saliranno, ma di quanto.

Il metro di paragone arriva da Samsung e Google

A provare a dare una risposta è stato Mark Gurman, tra le voci più affidabili quando si parla di Cupertino, che nella sua newsletter Power On ha suggerito un ragionamento piuttosto semplice: per capire come si muoverà Apple conviene guardare a cosa hanno già fatto gli altri. E gli altri, in questo caso, hanno tutti alzato la stessa cifra. Samsung ha aumentato di 100 euro i prezzi dei suoi pieghevoli più recenti, ovvero Galaxy Z Fold 8, Fold 8 Ultra e Flip 8. Stessa storia per Google con la famiglia Pixel 11.

Se Apple dovesse allinearsi, e non ci sono grandi motivi per pensare il contrario, iPhone 18 Pro e Pro Max partirebbero da circa 1.200 euro contro i circa 1.100 euro della generazione attualmente in commercio. Un incremento intorno al 9%, che sulla carta non è poco, ma che nel contesto attuale risulta quasi contenuto. Il lancio è atteso nella consueta finestra di settembre, insieme al primo pieghevole della casa, quell’iPhone Ultra di cui si parla ormai da parecchio tempo.

Il confronto con gli altri prodotti Apple

Per capire quanto sia pesante o meno un rincaro di 100 euro basta guardare cosa è successo su altri fronti del catalogo. Il Mac Studio M3 Ultra è passato da circa 3.700 euro a circa 4.900 euro, un salto di tutt’altra portata. Certo, il paragone regge fino a un certo punto, perché i volumi di vendita di una workstation professionale non hanno nulla a che vedere con quelli di uno smartphone che finisce nelle mani di decine di milioni di persone. Su un prodotto di nicchia si può caricare di più senza scatenare rivolte, su un iPhone il discorso cambia completamente.

Resta il fatto che l’intero comparto sta facendo i conti con lo stesso problema. I chip di memoria costano di più, la domanda spinta dai data center e dall’intelligenza artificiale ha prosciugato le forniture, e i produttori di telefoni si ritrovano a competere per componenti che fino a poco tempo fa erano considerati quasi una commodity. Chi ha contratti di fornitura solidi soffre meno, ma nessuno ne esce indenne.

Nel caso di iPhone 18 Pro la scelta di limitare l’aumento a una cifra allineata alla concorrenza suggerisce una strategia difensiva, quella di non uscire dal confronto diretto con i rivali diretti sul fronte del prezzo. Un ritocco visibile ma sopportabile, soprattutto per un pubblico che negli anni ha dimostrato una discreta tolleranza verso i listini di Cupertino. Il quadro definitivo, ovviamente, si conoscerà soltanto sul palco di presentazione, quando Apple metterà nero su bianco le cifre per ogni singolo taglio di memoria.

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