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Grok impazzisce sul web: risposte senza senso e nessuna spiegazione

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Chi ha aperto Grok dal browser nei giorni scorsi si è trovato davanti qualcosa di difficile da spiegare: paragrafi lunghissimi di parole messe una dopo l’altra senza alcun senso compiuto. Non frasi sbagliate, proprio nonsense puro. Il problema ha riguardato in particolare Grok Lite e ha generato parecchio sconcerto tra chi lo usava, anche perché il chatbot partiva normale e poi, un pezzo alla volta, scivolava in una specie di delirio testuale.

I primi segnali sono arrivati a inizio settimana, quando su Reddit hanno cominciato a moltiplicarsi i messaggi di utenti convinti che il bot avesse letteralmente perso la testa. La dinamica raccontata era sempre la stessa. Domanda banale, risposta iniziale sensata, poi il crollo. Un esempio finito in rete rende l’idea meglio di qualsiasi spiegazione tecnica: a una richiesta del tutto ragionevole il sistema ha replicato con qualcosa tipo “Some is local but is add, and safety font but proper if research use glue for already”. Roba che manda in tilt persino il correttore automatico di un normale browser.

Un bug che colpiva solo la versione web

Un dettaglio interessante è che il malfunzionamento sembrava limitato all’interfaccia del sito. Le app mobili non risultavano coinvolte, il che ha reso la faccenda ancora più curiosa. Diversi utenti hanno fatto la cosa più ovvia, cioè chiedere spiegazioni direttamente al diretto interessato. La risposta pubblicata su X parlava di un “rare temporary generation glitch”, tradotto: un difetto di generazione raro e temporaneo, con una soluzione piuttosto casalinga. Ricaricare la scheda del browser oppure aprire una conversazione nuova. Per la maggior parte delle persone ha funzionato davvero.

Le segnalazioni si sono poi diradate fino a sparire nella giornata di venerdì, e i tentativi di riprodurre il comportamento anomalo non hanno dato risultati. Sulle cause, però, silenzio. xAI non ha diffuso alcun dettaglio tecnico su cosa sia andato storto, quanti utenti siano stati toccati o quale componente abbia fatto i capricci. Un atteggiamento che, va detto, non è un’esclusiva dell’azienda di Elon Musk.

Quando i modelli linguistici si inceppano

Perché queste cose succedono? La spiegazione sta nel funzionamento stesso dei modelli linguistici di grandi dimensioni, gli LLM. Detta senza tecnicismi, si tratta di sistemi che giocano a indovinare la parola successiva. Formule matematiche complesse calcolano quale termine ha più probabilità di seguire quello appena scritto, e così via fino a comporre una frase, un paragrafo, un intero testo. Quando quel meccanismo di previsione si rompe, per un errore nel codice o per un inciampo nei calcoli, il risultato è esattamente quello visto in questi giorni: parole vere incastrate in sequenze prive di significato.

E non è la prima volta che accade nel settore. ChatGPT ha avuto un episodio molto simile nel 2024, con utenti che ricevevano risposte incomprensibili a richieste del tutto ordinarie. Stessa storia per Gemini. Claude ha avuto il suo momento di confusione nel 2025, anche se in quel caso il fenomeno sembrava colpire soprattutto chi lo utilizzava per scrivere codice. Insomma, capita a tutti, perché dietro le interfacce eleganti ci sono comunque componenti informatici e righe di programmazione, e le macchine ogni tanto si rompono. Punto.

Resta il fatto che le aziende del settore tendono a tenere queste vicende ben lontane dai comunicati ufficiali. Nessun rapporto post incidente, nessuna analisi pubblica, nessuna spiegazione dettagliata su cosa abbia scatenato il problema. La stessa linea che sembra aver adottato xAI in questa occasione, limitandosi alla risposta pubblicata dal bot stesso e a nessun approfondimento successivo.

Per chi ci è passato, comunque, la buona notizia è che non c’entrava nulla il computer, la connessione o qualche impostazione sbagliata. Il difetto stava tutto dall’altra parte dello schermo, dentro il chatbot, e si è risolto da solo nel giro di pochi giorni senza che nessuno abbia dovuto fare altro che ricaricare una pagina.

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