La robotica è la scommessa su cui Samsung vuole giocarsi una fetta importante del suo futuro, e non lo nasconde. Il colosso sudcoreano è convinto che questo sarà uno dei settori a crescita più rapida del prossimo decennio, e per farsi trovare pronto ha appena annunciato la nascita di una divisione dedicata. Il nome è semplice, quasi asciutto: RX. Alla guida ci sarà TM Roh, uno dei dirigenti più pesanti dell’intero gruppo, quello che finora si è occupato soprattutto di elettronica di consumo, smartphone e affini.
Roh, tra l’altro, è stato promosso da poco a co CEO della società e comanda l’intero ramo battezzato DX, ovvero Device eXperience. Insomma, non un nome messo lì a caso ma una figura di primissimo piano, segnale abbastanza chiaro di quanto l’azienda faccia sul serio con questa storia dei robot.
Investimenti pesanti e assunzioni di alto profilo
I soldi in ballo non sono briciole. Tra i piani c’è la creazione di centri di ricerca e sviluppo nelle tre aree dove il settore sta correndo di più, cioè Stati Uniti, Cina e Giappone. In parallelo partirà una campagna di assunzioni piuttosto aggressiva, tutta rivolta a personale specializzato e ad alto profilo. È già confermato chi guiderà il Robotics Strategy Team: sarà Lee Dong-geon, un dirigente che ha lavorato ai progetti legati a Boston Dynamics, la società in cui Samsung ha messo parecchio denaro negli ultimi anni.
E non finisce qui, perché entreranno in campo anche nomi importanti del mondo accademico. Tra questi il professor Kim Hyun-jin della Seoul National University, esperto di sistemi robotici autonomi intelligenti, e il professor Kim Eui-kyum della Ajou University. Uno degli obiettivi centrali della nuova divisione è trasformare progressivamente tutti gli stabilimenti produttivi in fabbriche autonome basate sull’AI entro il 2030. Dentro questi impianti lavoreranno robot umanoidi, sistemi logistici automatizzati e piattaforme pensate per l’assemblaggio, il tutto per raccogliere montagne di dati operativi direttamente sul campo. Dati che serviranno poi a migliorare gli algoritmi che governano le macchine, con la speranza di renderle sempre più precise, capaci di lavorare da sole e di adattarsi a compiti e situazioni diverse.
Quando arriveranno i primi risultati concreti
Fare previsioni sui tempi è complicato, questo va detto. È ancora presto per capire quando si vedranno i primi frutti veri di questa iniziativa. Una cosa però è già stata messa nero su bianco: almeno all’inizio il mondo consumer resterà fuori dai giochi. Si comincerà dalle aziende, molto probabilmente proprio negli impianti produttivi, e solo in un secondo momento ci si allargherà verso l’utente finale.