I problemi ai cavi di alimentazione della RTX 5090 non sembrano voler sparire, e questa volta la cosa fa ancora più rumore. Chi seguiva la vicenda fin dal lancio delle schede NVIDIA GeForce ricorderà bene le polemiche sui connettori che si fondevano. Beh, a distanza di tempo la situazione resta tutt’altro che risolta, e a finire sotto accusa è proprio la scheda più potente e più affamata di energia dell’intera gamma.
Cosa è successo davvero durante i test
Un episodio recente ha riportato il tema in primo piano. Durante una sessione di prova, una RTX 5090 Founders Edition ha subito danni evidenti, con immagini che parlano da sole: pin anneriti, plastica deformata e segni di bruciatura sia sul connettore della scheda sia sul cavo. Niente di sfumato o ambiguo, insomma. Il danno era ben visibile a occhio nudo.
Quello che rende il caso particolarmente interessante è il dettaglio tecnico. Il sistema usava il connettore 12V-2×6, cioè la versione aggiornata nata proprio per mettere una pezza ai guai del vecchio 12VHPWR. L’alimentatore era un Be Quiet Dark Power 13 da 1.000 watt, collegato con un singolo cavo nativo, montato a regola d’arte e conforme alle specifiche. Tutto perfetto sulla carta, eppure il cavo si è fuso lo stesso.
Un problema di progettazione, non di montaggio
Qui sta il nocciolo della questione. Il 12V-2×6 migliora le cose ma non le sistema del tutto. Le GeForce RTX 40 e RTX 50 non dispongono di circuiti capaci di monitorare il carico: se uno dei 6 pin di potenza perde il contatto, tutta la corrente si scarica sui 5 rimasti. E con una RTX 5090 che arriva a divorare fino a 600 watt nei carichi di intelligenza artificiale o durante il gaming pesante, la sezione dei fili è già al limite in condizioni normali. Figurarsi con un pin fuori uso.
Chi ha documentato il caso ha parlato senza giri di parole di una soluzione progettuale inadeguata per le schede di oggi, chiedendo a NVIDIA di ammettere che esiste un problema strutturale. L’azienda, dal canto suo, continua a ribadire che il connettore rispetta le specifiche ATX 3.1 e consiglia alimentatori certificati con cavi nativi di buona qualità. Nel frattempo qualche produttore si è mosso per conto suo: MSI, ad esempio, ha iniziato a introdurre cavi rinforzati e sistemi di monitoraggio aggiuntivi.
Per chi possiede una RTX 5090 qualche accortezza pratica c’è. Meglio evitare piegature troppo nette del cavo, controllare ogni tanto che sia ben inserito e tenere traccia di eventuali anomalie, utili per una possibile richiesta in garanzia. Attenzione però: scollegare e ricollegare di continuo non è una buona idea, perché anche l’usura fisica dei pin può portare a interruzioni di contatto.
Il fatto che il guaio si ripresenti con il connettore di nuova generazione, su un sistema configurato come si deve, lascia pensare che il vero punto debole non sia il montaggio ma la progettazione. Finché NVIDIA non interverrà a livello hardware o di firmware con un monitoraggio reale dei pin, chi possiede una scheda capace di assorbire 600 watt dovrà tenere gli occhi aperti.