Rolls-Royce Project Nightingale non è un esemplare unico, ma resta comunque qualcosa di decisamente raro. E, con ogni probabilità, qualcosa di decisamente costoso. Il marchio britannico descrive questo progetto come la risposta a una richiesta molto specifica arrivata da clienti particolarmente esigenti. L’idea alla base? Mettere insieme tre elementi che finora non erano mai stati combinati: ampia libertà stilistica secondo l’approccio Coachbuild, una propulsione completamente elettrica con livelli di rumore ridottissimi e un concetto di vettura aperta pensato per unire calma e forza in parti uguali.
Il richiamo alla storia del marchio è dichiarato apertamente. Rolls-Royce cita i modelli sperimentali EX degli anni Venti, quelli con cui Henry Royce esplorava i limiti tecnici e stilistici delle proprie creazioni. Il nome del progetto, poi, ha un fascino tutto suo: rimanda a “Le Rossignol”, la parola francese per usignolo (in inglese, appunto, Nightingale). Ed è anche il nome di una casa dei designer situata vicino alla residenza invernale di Henry Royce sulla Costa Azzurra. Un filo diretto tra l’universo storico del fondatore e il lavoro di progettazione che si fa oggi a Goodwood. Project Nightingale è concepita come una vettura aperta a due posti e fa parte di una Coachbuild Collection in tiratura limitata. Sono previsti 100 esemplari, tutti realizzati a mano nella sede inglese di Goodwood.
Quasi 5,80 metri di scoperta biposto ispirata all’Art Déco
Dal punto di vista del design, il progetto pesca a piene mani dalle proporzioni classiche e dal linguaggio formale dell’Art Déco tardivo. Elementi dello Streamline Moderne definiscono le linee: superfici lunghe e continue, dettagli ridotti al minimo, passaggi puliti. Tre principi strutturano il disegno complessivo: la transizione da un frontale verticale a una coda più fluida, una linea centrale continua della carrozzeria e volumi scultorei che generano tensione nell’insieme.
Con una lunghezza di circa 5,76 metri, Rolls-Royce Project Nightingale è paragonabile alla berlina Phantom per dimensioni, ma è impostata interamente su una configurazione biposto. La propulsione elettrica consente un frontale rivisto, senza le grandi prese d’aria tipiche dei motori termici. Protagonista resta la griglia Pantheon, affiancata da sottili gruppi ottici disposti verticalmente. Nella vista laterale spiccano un cofano lungo, un parabrezza fortemente inclinato e un abitacolo compatto, arretrato rispetto al resto della carrozzeria. Una linea continua scandisce il profilo dal frontale fino alla coda, senza interruzioni.
Interni essenziali, motore elettrico e consegne dal 2028
All’interno l’impostazione è essenziale, calibrata su due persone e niente di più. Un elemento centrale dell’abitacolo è un’installazione luminosa il cui motivo deriva dall’analisi di strutture sonore del canto degli uccelli. Materiali e comandi sono utilizzati con discrezione, mentre le funzioni tecniche risultano in larga parte integrate e quasi invisibili. La propulsione elettrica non è solo una scelta ecologica, ma costituisce proprio la base costruttiva del veicolo. Permette una marcia silenziosa e amplia i margini di libertà progettuale, ad esempio su aerodinamica e packaging interno. Su questo fronte, Rolls-Royce ha fatto sapere che ulteriori dettagli tecnici saranno comunicati nel corso dello sviluppo.vLe prime consegne di Project Nightingale sono previste a partire dal 2028.