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Riscaldamento: ecco quando gli italiani potranno accenderlo ufficialmente

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Dopo un’estate davvero bollente, in Italia arriva il momento di riaccendere il riscaldamento in vista della stagione fredda. Si comincia giovedì 15 ottobre in larga parte del Nord, mentre le regioni del Sud chiuderanno la fila soltanto il 1° dicembre. Il calendario segue le regole fissate dal Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013 n. 74, che suddivide il territorio nazionale in diverse zone climatiche, ognuna con un proprio periodo di accensione e un limite preciso di ore giornaliere.

Non tutto il Nord però partirà nello stesso giorno. Il Comune di Monza ha deciso di posticipare l’avvio al 22 ottobre, quindi una settimana dopo rispetto alla data prevista. Ancora più netto lo slittamento in Emilia Romagna, dove gli impianti potranno entrare in funzione solo a partire dal 1° novembre. Due eccezioni che mostrano come, pur all’interno di un quadro nazionale definito, a livello locale ci sia margine per adattare le tempistiche.

Le date di accensione zona per zona

Il cuore del sistema sta proprio nella suddivisione in fasce. Ogni area ha una finestra temporale ben delimitata e un tetto massimo di ore in cui l’impianto termico può restare acceso nell’arco della giornata. Più il clima è rigido, più il periodo si allunga e più ore vengono concesse.

Nella zona A i termosifoni possono essere accesi dal 1° dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore al giorno. Si tratta della fascia con le regole più stringenti, sia per la durata della stagione sia per l’utilizzo quotidiano. La zona B parte anch’essa il 1° dicembre ma prosegue fino al 31 marzo, con un limite che sale a 8 ore giornaliere.

Le cose cambiano con la zona C, dove l’accensione è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore al giorno. Nella zona D la stagione si apre il 1° novembre e si chiude il 15 aprile, con 12 ore disponibili ogni giorno. È la stessa finestra di partenza scelta dall’Emilia Romagna per il proprio rinvio.

Poi c’è la zona E, quella che inaugura ufficialmente la stagione. Qui il riscaldamento può funzionare dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere, più del doppio rispetto alla zona A. Infine la zona F non prevede alcuna limitazione, né di calendario né di orario.

Cosa succede fuori dai periodi stabiliti

Le date indicate dal decreto non sono un vincolo assoluto. Gli impianti possono infatti essere accesi anche al di fuori dei periodi previsti, a patto che si verifichino condizioni climatiche tali da giustificarne l’uso. Un autunno particolarmente freddo o un’ondata di gelo improvvisa a primavera inoltrata rientrano proprio in questo tipo di situazioni.

C’è però un paletto importante da rispettare. In questi casi la durata giornaliera non può superare la metà di quella ordinaria prevista per la propria zona. Tradotto in numeri, in zona E il limite scenderebbe a 7 ore al giorno, in zona D a 6 ore, in zona C a 5 ore. Nella zona B il tetto si fermerebbe a 4 ore e nella zona A a 3 ore appena.

Fonte: TecnoAndroid

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