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Ridley Scott resta convinto che uno dei suoi film più bistrattati, quel Legend uscito nel 1985 con Tom Cruise protagonista, non fosse sbagliato ma soltanto arrivato troppo presto. Quarantuno anni dopo, il regista britannico continua a sostenere che quella favola dark abbia anticipato di un quarto di secolo l’ondata fantasy che avrebbe travolto il cinema con Il Signore degli Anelli e Harry Potter. Non un flop, quindi, ma un errore di calendario.
Il fallimento, in ogni caso, Scott lo conosce bene. Basti pensare a Blade Runner, che nel 1982 passò dalle sale senza lasciare il segno prima di diventare uno dei titoli più influenti della fantascienza. Una storia che si ripete, in fondo, e che aiuta a capire perché il regista non abbia mai smesso di difendere il suo film fantasy più discusso.
La trama di Legend segue Jack, un ragazzo che deve impedire a una creatura oscura conosciuta come il Signore delle Tenebre di cancellare la luce del giorno e di sposare la donna che lui ama. Accanto a Tom Cruise, nel cast figurano Mia Sara e Tim Curry, quest’ultimo irriconoscibile sotto strati di trucco prostetico. Il film arrivò nelle sale il 18 dicembre 1985, con una durata di un’ora e trentotto minuti.
I numeri, però, furono un disastro. Con un budget di circa 22 milioni di euro, l’incasso mondiale si fermò intorno ai 15 milioni. Le recensioni furono negative e lo stesso protagonista prese le distanze dal progetto con una frase che pesa ancora oggi. “Non voglio fare un altro film come quello mai più”, disse l’attore nel 1986, chiudendo la questione senza troppi giri di parole.
“L’ho fatto 25 anni troppo presto”: la rivendicazione del regista
Il punto di vista di Ridley Scott è rimasto immutato nel tempo. In un’intervista al Guardian del 2007 il regista tornò sull’argomento con una schiettezza che non lascia spazio a fraintendimenti. “La gente diceva che Legend non aveva funzionato. Io credo che invece abbia funzionato. Mi sembra bellissimo e spettacolare. L’ho semplicemente fatto 25 anni troppo presto. Ora tutti questi film che vengono raggruppati sotto il nome di Il Signore degli Anelli e Harry Potter sono come Legend. Me ne sono allontanato e ho pensato: maledizione, avrei dovuto farlo adesso”.
Una rivendicazione che, a distanza di anni, ha trovato qualche conferma. Non ai livelli di Blade Runner, questo va detto, ma il tempo ha comunque riabilitato in parte il film. Oggi Legend gode di una reputazione decisamente migliore rispetto all’accoglienza gelida del 1985, tanto da essere riscoperto da chi cerca nel cinema fantasy degli anni Ottanta un’estetica artigianale che il digitale ha poi spazzato via. Qualcosa è qualcosa, insomma.
Dal fantasy alla sopravvivenza: il nuovo film con Jacob Elordi
Il presente di Scott, intanto, guarda altrove. Il suo nuovo progetto si intitola The Dog Stars, un film di sopravvivenza ambientato in un mondo post apocalittico e interpretato da Jacob Elordi. La pellicola è arrivata nelle sale a fine agosto e adatta il romanzo omonimo di Peter Heller, portando il regista su un terreno che conosce bene, quello delle storie in cui l’essere umano deve cavarsela in ambienti ostili.
Differenza non trascurabile rispetto al passato: Elordi, a differenza di Cruise, non si è lamentato dell’esperienza sul set. Un dettaglio che, visto il precedente, non passa inosservato quando si parla di un film diretto da Ridley Scott e destinato a essere giudicato subito, magari troppo in fretta, come già accaduto altre volte nella sua filmografia.










