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Morbillo, due morti in Pennsylvania: contagi record in 35 anni

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Due morti per morbillo in Pennsylvania hanno riportato negli Stati Uniti uno scenario che sembrava archiviato da decenni, e sono le prime vittime del virus registrate nel Paese quest’anno. La conferma è arrivata martedì scorso dal dipartimento della salute dello Stato, nel bel mezzo di un’impennata di contagi che tocca il livello più alto degli ultimi 35 anni.

Le due persone decedute vivevano nella contea di Lancaster, nella zona centro meridionale della Pennsylvania, area con una numerosa comunità amish. Nessuna delle due era vaccinata. Il dipartimento ha spiegato in una nota che non fornirà ulteriori dettagli per tutelare la privacy delle vittime. La Pennsylvania ha contato finora 393 casi di morbillo nel 2026, circa la metà proprio a Lancaster. Solo Utah e Carolina del Sud hanno numeri più alti.

Numeri che crescono e un virus che non perdona

Il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, ha definito il morbillo un problema grave e in crescita in tutto il Paese durante una conferenza stampa tenuta martedì. “La malattia e la morte per morbillo si possono prevenire completamente”, ha dichiarato, ricordando che gli strumenti per proteggere sé stessi e le proprie famiglie da una delle malattie più contagiose del pianeta esistono già.

In Pennsylvania quasi il 20% delle persone contagiate è finito in ospedale. Il virus può portare a complicazioni pesanti, prima fra tutte la polmonite, che resta la principale causa di morte tra i bambini che contraggono il morbillo. C’è poi il rischio di infiammazione cerebrale, l’encefalite, che a volte lascia strascichi come sordità o disabilità intellettiva.

Il quadro nazionale non è più rassicurante. Secondo i CDC, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, quest’anno si sono registrati quasi 2.800 casi. Un salto rispetto ai 2.289 del 2025 e un abisso se si guarda ai 285 casi del 2023.

La vaccinazione arretra, le esenzioni aumentano

Dietro i focolai attuali c’è un dato piuttosto chiaro, ovvero il calo delle coperture vaccinali. Nuovi numeri diffusi dai CDC all’inizio di questo mese mostrano che la copertura tra i bambini dell’asilo nell’ultimo anno scolastico è scesa per tutti i vaccini monitorati. Nel frattempo le richieste di esenzione non medica presentate dai genitori sono passate dal 3,6% al 4,2%, un massimo storico a livello nazionale.

Il morbillo è talmente contagioso che serve il 95% di una comunità vaccinata per bloccare i focolai. A Lancaster solo l’87% dei bambini che iniziano l’asilo risulta completamente vaccinato. Shapiro ha indicato la disinformazione sui vaccini come uno dei motori principali dei contagi in Pennsylvania. Il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, il cosiddetto MMR, ha un’efficacia del 97% contro il morbillo con entrambe le dosi, e gli effetti collaterali gravi nelle persone completamente vaccinate sono rarissimi.

La risposta sul territorio c’è stata. Il personale del dipartimento della salute statale ha organizzato 91 cliniche vaccinali improvvisate e somministrato oltre 4.100 dosi in tutto lo Stato quest’anno, circa un quarto delle quali nella sola contea di Lancaster.

Lo scontro con Washington

Il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr., noto per aver alimentato lo scetticismo verso i vaccini e per aver tentato di modificare il calendario vaccinale pediatrico, ha dichiarato di recente alla CNN che i luoghi colpiti dai focolai di morbillo sono “quasi tutte comunità religiose che semplicemente non vaccinano”.

Shapiro ha replicato ricordando che i casi sono stati rilevati in 28 contee della Pennsylvania e che sarebbe scorretto ridurre tutto al problema di una singola comunità. Il governatore ha spiegato di essere arrivato in ritardo alla conferenza stampa perché Kennedy lo aveva chiamato per offrire aiuto nella gestione del focolaio. “Sono stato molto, molto diretto con lui”, ha raccontato Shapiro, precisando di aver rifiutato l’offerta. “Ho messo in chiaro che le sue azioni e la retorica che arriva da questa amministrazione stanno avendo un impatto negativo sulle comunità di tutti gli Stati Uniti”.

Mentre i casi salgono, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per “dividere” il vaccino trivalente. Oggi il ciclo prevede due dosi, e la separazione potrebbe richiedere fino a sei visite mediche per completare la serie. Più di 210 organizzazioni mediche e gruppi di pazienti hanno firmato un comunicato in cui avvertono che la misura lascerebbe i bambini meno protetti e le famiglie più confuse. Il trivalente è autorizzato dal 1971 come iniezione unica e non esiste alcuna base scientifica per scomporlo in vaccini separati.

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