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Nei Paesi Bassi i richiami auto rimasti in sospeso stanno per trasformarsi in un problema molto concreto per chi guida, perché l’idea sul tavolo è semplice quanto drastica: bocciare alla revisione periodica tutte le vetture che hanno un difetto segnalato e mai sistemato. Si parla di 600.000 veicoli che, secondo i registri olandesi, non sono mai tornati in concessionaria dopo la lettera del costruttore. Numeri che, messi in fila, raccontano una situazione fuori controllo.
Il conto parte dal 2020. Da quell’anno le Case hanno richiamato 2,1 milioni di veicoli per difetti considerati critici per la sicurezza. Solo nel 2025 le comunicazioni inviate agli automobilisti sono state 400.000, e circa un terzo è rimasto senza alcuna risposta. Nessuna prenotazione, nessuna riparazione, niente di niente. A quel punto l’autorità competente, la RDW, ha iniziato a valutare la strada più dura, cioè legare l’esito del collaudo direttamente al registro digitale dei richiami.
Come funzionerebbe il blocco delle vetture
Il meccanismo, se approvato, ribalta la logica dell’ispezione tecnica. L’auto risulterebbe bloccata per un difetto già noto al produttore, indipendentemente dallo stato reale del mezzo al momento del controllo. La visita in officina diventerebbe quasi una formalità costosa, visto che sarebbe il database a stabilire in anticipo se quel veicolo può circolare oppure no.
La direttrice della RDW, Jantina Woudstra, ha messo le mani avanti spiegando che non si tratta di sciocchezze o di un componente interno un po’ lasco. I richiami riguardano problemi che incidono sulla sicurezza stradale vera: freni che non rispondono come dovrebbero, rischi di incendio, airbag che possono esplodere. Su questo terreno, secondo l’ente, non esistono margini di tolleranza.
La bocciatura al collaudo non sarebbe nemmeno l’unica conseguenza. Le autorità olandesi stanno ragionando anche su un divieto di vendita per i veicoli interessati e su sanzioni pecuniarie per chi ignora la convocazione. Gli automobilisti verrebbero avvisati due volte, con la classica lettera del costruttore e attraverso MijnOverheid, il portale dei servizi pubblici. Manca però un passaggio decisivo, perché la legge va modificata prima di poter applicare qualsiasi misura. Nessuna data di entrata in vigore, quindi, ma l’ipotesi ormai è sul tavolo in modo serio.
Vale la pena chiarire chi sia la RDW, sigla che sta per Rijksdienst voor het Wegverkeer. È l’autorità amministrativa indipendente che nei Paesi Bassi si occupa di circolazione stradale, trasporti e gestione dei veicoli. In pratica accorpa le funzioni che in Italia sono divise tra il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e la Motorizzazione Civile.
Le critiche di club e officine
Non tutti applaudono. Il direttore del KNAC, l’automobile club olandese, Peter Staal, parla di conseguenze paradossali in assenza di una registrazione preventiva accurata. Il rischio è che i proprietari paghino oggi il prezzo di ritardi amministrativi che non dipendono da loro, anche in termini di svalutazione del mezzo al momento della rivendita. E c’è il nodo pratico dei ricambi, perché possono passare settimane prima che i pezzi arrivino in officina. Riparare tutto prima della revisione successiva, in molti casi, diventa semplicemente impossibile, pure con la massima buona volontà di chi possiede l’auto.
Sulla stessa linea si è schierata ATC, l’associazione di categoria dei tecnici automobilistici, che punta il dito contro un sistema pieno di falle. Il presidente Achiel Fermans è stato diretto: i registri risultano incompleti e a volte accumulano ritardi notevoli, così finiscono fuori servizio anche vetture sulle quali gli interventi necessari sono già stati eseguiti.
Dietro tutta la vicenda restano le negligenze attribuite ai costruttori, indicate come la causa principale di una mole di avarie che riguarda modelli diffusissimi anche fuori dai confini olandesi.









