In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione
Un varano pericoloso in giro per il bresciano ha spinto il sindaco a lanciare l’allarme, mentre a qualche decina di chilometri di distanza, nel modenese, un altro rettile fuggito da casa ha tenuto con il fiato sospeso un intero paese. Due storie diverse ma con lo stesso filo conduttore, quello di animali esotici che finiscono a spasso dove non dovrebbero, con tutti i grattacapi che ne conseguono per chi vive nei paraggi.
Partiamo da Nonantola, piccolo centro in provincia di Modena. Qui, negli ultimi giorni, gli abitanti si sono ritrovati a fare i conti con una situazione decisamente insolita. Molti hanno preferito restare chiusi in casa, e non per via delle temperature. Il motivo era un tegu argentino, il cui nome scientifico è Salvator rufescens, sfuggito al controllo del suo proprietario. Un rettile che, per chi non lo conoscesse, può raggiungere dimensioni notevoli e mettere una certa soggezione a chi se lo trova davanti all’improvviso.
Il tegu recuperato e la caccia al varano
La buona notizia, almeno per Nonantola, è che l’esemplare di tegu argentino è stato recuperato. La vicenda si è chiusa senza conseguenze, anche se per qualche giorno ha tenuto sulle spine i residenti, comprensibilmente poco entusiasti all’idea di incrociare un animale del genere durante una passeggiata o mentre uscivano di casa per le solite commissioni.
Diverso il discorso per il bresciano, dove la ricerca è ancora aperta. Qui a preoccupare è la presenza di un varano considerato pericoloso, tanto che il primo cittadino della zona ha ritenuto necessario informare la popolazione con un allarme ufficiale. Un modo per invitare tutti alla prudenza e, allo stesso tempo, per raccogliere eventuali segnalazioni utili a rintracciare l’animale prima che possa creare problemi.
Su entrambi gli episodi sono state avviate delle indagini, in particolare per fare chiarezza sulle proprietà di questi rettili. Detenere animali esotici di questo tipo non è una faccenda banale, e capire chi fossero i responsabili degli esemplari fuggiti è uno dei nodi principali che le autorità stanno cercando di sciogliere. La gestione di specie come il varano o il tegu richiede permessi, strutture adeguate e una buona dose di responsabilità, elementi che evidentemente in questi casi sono venuti a mancare da qualche parte lungo la catena.
Nel frattempo la caccia al varano nel bresciano continua, con la speranza che si concluda allo stesso modo di quella andata in scena a Nonantola. Gli abitanti della zona restano invitati alla massima cautela e a segnalare qualsiasi avvistamento sospetto, così da facilitare le operazioni di recupero e riportare la tranquillità in un territorio che, per ora, deve convivere con la presenza di un ospite tutt’altro che gradito.










