Vai al contenuto
Offerte

Resi iPhone, Apple Store controlla le scatole senza aprirle

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

I resi iPhone negli Apple Store si sono trasformati in un vero problema di frodi per Apple, che coinvolge modelli come iPhone 18 Pro Max e il nuovo iPhone Duo. Per contrastare il fenomeno l’azienda sta portando nei negozi un nuovo dispositivo in grado di analizzare le scatole sigillate ed eseguire una diagnostica sul telefono contenuto all’interno. L’obiettivo è capire se lo smartphone è integro e se può tornare sugli scaffali senza che nessuno debba aprire la confezione.

A raccontarlo è Mark Gurman, che segue da vicino ogni mossa di Cupertino. Secondo il giornalista l’iniziativa nasce da una truffa piuttosto ingegnosa. Alcuni malintenzionati compravano gli iPhone, estraevano accessori, componenti o addirittura il telefono stesso e poi riportavano le scatole in negozio per ottenere il rimborso. In certi casi il trucco veniva ripetuto su larga scala, con lo scopo di rivendere i pezzi recuperati.

Come vengono gestiti oggi i resi negli Apple Store

Fino a questo momento il personale degli Apple Store apre ogni scatola restituita, anche quando sembra ancora perfettamente chiusa. La grande maggioranza dei clienti che riporta un prodotto lo fa in totale buona fede, ma il nodo sta altrove. Una volta aperta, la confezione non può più essere rimessa in vendita come nuova e deve fare ritorno al magazzino, con tutto quello che ne consegue in termini di tempo e logistica.

Da qui l’idea di realizzare una macchina capace di controllare lo smartphone direttamente attraverso l’imballo, confermarne l’integrità e risparmiare ai dipendenti la fatica di aprire ogni pacco. Se la scatola resta intatta può rientrare subito nell’inventario del punto vendita. Gurman spiega che il dispositivo è arrivato nei negozi all’inizio del mese e sta entrando in funzione proprio adesso.

I benefici si fanno sentire su più fronti. Una quota maggiore della merce restituita rimane disponibile in negozio e chi compra dopo ha meno probabilità di ritrovarsi tra le mani una confezione già aperta nel retrobottega. Allo stesso tempo un reso disonesto, magari con il telefono privato dei suoi componenti, può essere individuato senza che lo staff debba rompere i sigilli. Ne guadagnano il negozio e gli acquirenti onesti, mentre per i truffatori la strada diventa decisamente più complicata.

La tecnologia Presto trova un secondo impiego

Il nuovo sistema non nasce da zero. Riprende infatti la stessa tecnologia delle macchine Presto, introdotte negli Apple Store degli Stati Uniti nel 2024. Questi apparecchi, gestiti tramite dei Mac mini, permettono ai dipendenti di accendere gli iPhone ancora chiusi nella loro scatola, aggiornare il sistema operativo e poi spegnerli di nuovo, il tutto senza mai aprire la confezione. Per riuscirci, sempre secondo quanto spiegato da Gurman, si affidano alla tecnologia MagSafe e a soluzioni di comunicazione wireless.

Adesso quella stessa base tecnica viene sfruttata per verificare lo stato di salute dello smartphone. Un sistema pensato in origine per consentire ai clienti di uscire dal negozio con un iPhone già aggiornato si trasforma così in uno strumento contro le frodi sui resi. Chi tenta di restituire una scatola svuotata o un telefono smontato per rivenderne i pezzi si trova ora davanti a un controllo che individua il problema prima ancora che la confezione venga aperta.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
129 Condivisioni