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Un divario di prezzo che fa strabuzzare gli occhi: la stessa Renault Kwid, sostanzialmente la stessa piccola citycar, costa circa 4.000 euro in India e sfiora i 13.800 euro in Brasile. Non è un errore di battitura, è la fotografia di due mercati che viaggiano su binari completamente diversi. E arriva proprio mentre la casa francese rinnova la sua hatchback più piccola per il Sud America, con un restyling che tocca il muso, gli interni e poco altro.
La Kwid brasiliana parte da REUR 71.395, che tradotti fanno appunto poco meno di 14.000 euro, mentre la versione indiana viene proposta a partire da 4,53 lakh di rupie, ossia intorno ai 4.000 euro. Più del triplo, per un’auto che condivide ossatura, motore e filosofia. La differenza sta tutta nella produzione locale: il modello indiano nasce a Chennai, quello sudamericano esce dal Complesso Ayrton Senna in Brasile, dove costi, tasse e struttura del mercato raccontano un’altra storia.
Un frontale nuovo e qualche vezzo estetico in più
Questo è il secondo restyling importante della Kwid dal debutto nel 2016, e si vede soprattutto davanti. Il paraurti anteriore è stato ridisegnato con una dose più generosa di plastiche protettive, i fari restano a sviluppo separato come prima, ma cambiano le prese d’aria, la griglia si assottiglia parecchio e compare un nuovo skid plate. Il risultato avvicina la piccola al linguaggio stilistico attuale del marchio francese, quello già visto su modelli più grandi.
Fiancata e coda invece restano praticamente com’erano. Qualche ritocco alla grafica dei gruppi ottici posteriori, un’antenna a pinna di squalo sul tetto e poco altro. L’allestimento top di gamma, chiamato Outsider, aggiunge barre longitudinali, modanature laterali extra e cerchi in lega da 14 pollici bicolore. Piccoli dettagli che, su un’auto di questa fascia, fanno comunque la differenza percepita.
Dentro cambia molto, ma solo se si spende
L’abitacolo è dove il modello sudamericano si distacca nettamente dal fratello indiano, che quest’anno aveva ricevuto un aggiornamento molto più timido. La plancia ospita ora un touchscreen da 10,1 pollici abbinato a un quadro strumenti digitale da 7 pollici, le bocchette della climatizzazione sono state spostate e il volante porta il nuovo emblema Renault. C’è però un dettaglio che vale la pena segnalare. L’allestimento d’ingresso, la Kwid Evolution, al posto dello schermo centrale si ritrova un semplice coperchio in plastica, e rinuncia anche agli inserti colorati presenti sulle versioni intermedie Techno e sulla Outsider. Insomma, la dotazione tecnologica è un’esclusiva di chi sale di allestimento.
Meccanica intoccata e listino a due velocità
Sotto la carrozzeria non è cambiato nulla. La piattaforma CMF-A resta quella del 2015, la stessa condivisa con la Dacia Spring prodotta in Cina, con la Dongfeng EV Nano Box e con le indiane Nissan Gravite e Magnite, oltre a Renault Kiger e Triber. Un pianale ormai maturo, ma evidentemente ancora redditizio. Il motore 1.0 tre cilindri aspirato con capacità flex fuel continua a fare il suo lavoro, sviluppando 68 CV a benzina e 71 CV quando viene alimentato a etanolo, una specificità tipicamente brasiliana. La trazione è anteriore e l’unico cambio disponibile resta il manuale a cinque marce. Nessuna variante automatica, nessuna elettrificazione.
Sul fronte listini, la gamma brasiliana parte dai già citati REUR 71.395 dell’allestimento Evolution e arriva a REUR 79.243 per la Outsider, circa 15.300 euro. In India, invece, la stessa Renault Kwid con aggiornamenti più leggeri viaggia tra 4,53 lakh e 5,61 lakh di rupie, ossia da circa 4.000 a poco più di 5.100 euro. Due mondi, una sola vettura.










