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Per quarant’anni Renault si è presentata come l’inventrice del monovolume in Europa, e in effetti fu il Renault Espace ad aprire il segmento quando debuttò sul mercato francese nel luglio 1984. All’epoca quel concetto di abitacolo modulabile sembrava poco più che fantascienza. Dietro quella nascita però c’è una storia molto più intricata, fatta di progetti passati di mano in mano e di occasioni lasciate cadere da Chrysler, Peugeot e Citroën. Senza dimenticare che il Dodge Caravan era già in vendita da sei mesi.
Chi difende il primato della casa francese sostiene che il Caravan, noto anche come Chrysler Voyager, avesse più l’anima del minibus che della monovolume vera e propria. Espace invece offriva una modularità autentica: i sedili singoli potevano ruotare, ripiegarsi fino a diventare un tavolino oppure distendersi per trasformare l’interno in un letto gigante. Capita spesso però che chi ha l’idea per primo non sia anche il primo ad arrivare nelle concessionarie, per ragioni di marketing o di industrializzazione.
Dal disegno arancione al Supervan di Coventry
La versione ufficiale parte dalla fine degli anni Settanta. La divisione auto di Matra, gruppo francese attivo anche negli armamenti e nell’elettronica, deve inventarsi un nuovo modello per tenere in vita lo stabilimento di Romorantin. Il Murena, erede del Bagheera, è ormai alle spalle mentre il Rancho va fortissimo e dimostra che il pubblico cerca auto familiari ma anche un po’ giocose. L’intuizione viene attribuita a Philippe Guédon, allora alla guida del ramo automobilistico, che avrebbe notato negli Stati Uniti i grandi van come il Ford Econoline. Al suo ritorno chiede ai designer una vettura a 7 posti, modulabile e dal look moderno, lontana dall’immagine della classica familiare. Antoine Volanis, già autore del Rancho, firma il primo schizzo, il celebre “dessin orange”. Il progetto viene mostrato a Peugeot, che lo boccia, e finisce poi da Renault.
Il quadro reale è più complesso. In quegli anni Chrysler Europe controlla Rootes nel Regno Unito, Simca in Francia e un centro stile a Coventry. Lì Fergus Pollock riceve l’incarico di disegnare un van per il mercato europeo, il Supervan, e nel 1978 il primo modello in scala reale è già pronto. Matra conosceva bene quel progetto perché era stata coinvolta come consulente e aveva ricevuto lo stesso compito, una competizione interna piuttosto normale nei grandi gruppi. Il disegno arancione sarebbe quindi la proposta Matra per Chrysler, e infatti mostra un frontale da Supervan/Espace con una coda presa di peso dal Rancho.
Il gran rifiuto di Peugeot e Citroën
Chrysler, in difficoltà economiche, cede tutte le attività europee a Peugeot, che eredita così Rootes, Talbot, Simca e lo studio di Coventry. Simca era tra i soci della fabbrica di Romorantin e con il 35% diretto più un altro 10% in mano a Talbot la casa del Leone controlla di fatto Matra. Nasce il progetto P16, lungo 4 metri, con il disegno a cinque porte di Pollock: tre modelli costruiti sulla base della Talbot Solara, con fari e sedili della Peugeot 604 e volante del Murena. Seguono il P17, ridotto da 4,18 a 3,84 metri con passo di 2,52 metri e scartato perché troppo piccolo, e il P18, lungo quasi 4,20 metri con passo di 2,60, ormai simile alla futura Espace. Nell’ottobre 1981 il design viene approvato e si preparano persino varianti pick up e furgone.
Pochi mesi dopo però Peugeot si tira indietro perché non ha i soldi per un’avventura così rischiosa, tanto che di lì a poco chiuderà Talbot. Il consiglio è di bussare alla porta di Citroën. A fine 1981 Guédon presenta il P20 su base BX, ma la risposta è negativa perché il veicolo viene giudicato troppo costoso da produrre. Secondo alcune voci il vero motivo era che l’idea non era nata nel centro stile del Double Chevron.
La porta aperta da Renault
Rimane solo Renault. Nell’ottobre 1982 Matra porta ai vertici della Régie il P23, costruito sulla base della Renault 18, e la proposta viene accolta con entusiasmo in un momento di crescita quasi euforica, con la Alliance che vende benissimo negli Stati Uniti e la Renault 25 in fase finale di sviluppo. Sarebbe ingiusto però parlare di frutti raccolti a costo zero, perché Renault ha aggiunto al Renault Espace l’interno modulabile con sedili singoli girevoli, un elemento rimasto per anni decisivo nel suo successo.
Dal canto suo Chrysler non ha mai rivendicato un ruolo nella nascita di Espace. Il Dodge Caravan nasceva da un’idea di Hal Sperlich proposta a Ford e respinta da Henry Ford II nel 1974. Quando Sperlich e Lee Iacocca approdarono in Chrysler, Iacocca si ricordò di quel progetto e gli affidò lo sviluppo. Oggi Espace ha cambiato pelle: la sesta generazione è un SUV a tre file di sedili che prende il posto della Koleos, poggia sulla piattaforma dell’Austral e viene prodotto a Palencia.
Fonte: TecnoAndroid








