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Gears of War: E-Day, il primo atto sarà una vera monster story

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Con Gears of War: E-Day la celebre saga torna letteralmente al punto di partenza. Il progetto ha preso forma subito dopo la chiusura dei lavori su Gears 5 e ora gli sviluppatori hanno raccontato come è nato, quali scelte hanno guidato il team e perché il nuovo capitolo punta tutto su terrore, tecnologia moderna e un rispetto quasi maniacale per la storia già scritta. Al centro c’è il giorno in cui tutto ha avuto inizio, quello dell’invasione delle Locuste.

Il primo grande scoglio è stato tecnico. Lo studio ha affrontato una transizione complessa verso Unreal Engine 5, un passaggio che il creative director Matt Searcy definisce “naturale” ma che ha richiesto parecchio lavoro di riflessione sul franchise. Il team si è fermato a ragionare su quali fossero davvero i pilastri della serie e da questa analisi è venuta fuori la voglia di raccontare l’Emergence Day, considerato il momento storico più entusiasmante da trasformare in un videogioco.

Una monster story che non tradisce la lore

Tornare indietro nel tempo significa camminare su un terreno delicato. Come ha spiegato Searcy, il gruppo ha fatto molta attenzione a non stravolgere la lore originale. Personaggi iconici come Marcus Fenix e Dom Santiago scopriranno i retroscena e le origini delle Locuste soltanto molto più avanti, cioè nel periodo che va da Gears of War 2 fino a Gears 5. Gli adattamenti inseriti nel nuovo gioco, come la sequenza della motosega legata a Tai e ambientata a Kalona, sono stati ripresi dai libri della serie e integrati senza toccare la struttura di base.

Poi c’è l’atmosfera, che cambia parecchio rispetto ai capitoli già noti. Nei primi giorni dell’invasione la tecnologia a disposizione è più limitata e nessuno sa davvero cosa si nasconda sottoterra. Il primo atto di Gears of War: E-Day è costruito come una vera monster story. I protagonisti non indossano ancora la famosa armatura e ogni arma raccolta sarà letteralmente la prima mai usata contro quelle creature. Un esempio concreto arriva dai Wretch, che all’inizio si affrontano quasi a mani nude con il solo combattimento corpo a corpo, così da portare il terrore proprio davanti agli occhi di chi gioca.

Anche i nemici avranno un aspetto più primitivo e brutale. Il Brumak, nel suo primo incontro, non avrà ancora l’arsenale pesante visto nei capitoli successivi. Attaccherà invece devastando lo scenario con enormi catene e armi da mischia improvvisate.

Combattimenti tattici e attenzione ai giocatori PC

Il gameplay spinge chi impugna il controller fino al limite della sopravvivenza. Capiterà spesso di restare con un solo proiettile e di dover scegliere se abbandonare la propria arma per raccoglierne un’altra da terra. Alzando il livello di difficoltà ogni scontro diventa un autentico “puzzle tattico” in cui contano la posizione, la copertura, l’equipaggiamento scelto e il momento esatto in cui uscire allo scoperto.

Sul piano tecnico il team ha lavorato perché sia la combinazione mouse e tastiera sia il controller garantiscano un’esperienza reattiva e bilanciata. Sono previste numerose opzioni di personalizzazione per i comandi, la sensibilità della telecamera e le modalità di corsa, insieme a un ricco pacchetto di funzioni di accessibilità utilizzabili a qualunque livello di sfida.

La vicenda di Gears of War: E-Day si sviluppa nell’arco di appena tre giorni, proprio all’inizio della guerra contro le Locuste. L’intero studio è concentrato esclusivamente sul completamento di questo capitolo, ma il periodo storico coperto dall’E-Day apre la strada a un intero decennio di possibili storie ancora tutte da raccontare.

Fonte: TecnoAndroid

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