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La Renault 5 elettrica arriva a due anni di carriera e riceve un aggiornamento tecnico che corregge il suo limite più fastidioso, quello che aveva fatto storcere il naso a chi guardava la versione più economica. Nessun restyling estetico, nessuna nuova firma luminosa, nessun paraurti ridisegnato. Solo interventi sotto la pelle, che però sulla carta valgono più di qualche cromatura in più. Il punto centrale riguarda l’autonomia e, soprattutto, la ricarica rapida che diventa di serie.
Partiamo dai numeri, perché qui la sostanza sta lì. La versione di punta, quella indicata come Autonomia Confort con pacco da 52 kWh, passa da 416 a 431 chilometri nel ciclo WLTP. Il dato si riferisce all’allestimento Evolution, il più semplice tra quelli che possono essere abbinati alla batteria più capiente. Salendo di gamma il peso aumenta e qualche chilometro si perde per strada, dinamica del tutto prevedibile. Con l’allestimento Techno si scende a 425 chilometri, la variante top Roland Garros dichiara al massimo 424 chilometri, mentre la Iconic Cinq si ferma a 422 chilometri. Guadagni nell’ordine della decina di chilometri, niente di clamoroso, ma su una citycar elettrica ogni chilometro recuperato pesa.
Consumi più bassi e la novità sulla batteria da 37 kWh
Anche la batteria da 40 kWh beneficia dell’intervento, abbinata al motore da 120 cavalli. In questo caso l’autonomia massima sale da 312 a 321 chilometri nella configurazione Evolution, mentre con Techno il valore si assesta sui 317 chilometri. Il dettaglio interessante è che i pacchi batteria restano identici a prima, quindi il merito va tutto ai consumi limati. La variante da 150 cavalli scende da 14,9 a 14,2 kWh ogni 100 chilometri, un miglioramento concreto. Quella da 120 cavalli, per sua natura più parca, arriva anch’essa a 14,2 kWh ogni 100 chilometri contro i 14,5 precedenti, con un progresso più contenuto.
Il capitolo più succoso riguarda però la versione di ingresso, la Five, quella che in passato aveva messo in difficoltà diversi acquirenti proprio per una mancanza difficile da giustificare su un’auto elettrica moderna. Ora entra in scena una nuova batteria al litio ferro fosfato da 37 kWh, abbinata a un motore elettrico da 107 cavalli. Ma il vero colpo è un altro, e riguarda la ricarica.
Ricarica rapida di serie, la risposta a Volkswagen
La ricarica rapida in corrente continua dovrebbe diventare di serie su tutta la gamma. Il condizionale è d’obbligo, perché l’informazione è emersa dalla configurazione belga del marchio, dove un utente ha individuato la nuova versione prima che venisse rimossa dal sito. Un contenuto pubblicato con qualche giorno di anticipo rispetto ai piani, evidentemente. Poco importa, perché la sostanza sembra confermata, con una potenza massima di 80 kW.
Era il minimo sindacale per reggere il confronto con una concorrenza che si è fatta molto più aggressiva. Il riferimento più diretto è Volkswagen ID. Polo, che propone la ricarica rapida in corrente continua di serie su tutte le versioni. Difficile parlare di coincidenza, la mossa di Renault arriva esattamente dove i tedeschi avevano piazzato il loro argomento commerciale più forte.
Per chi usa la Renault 5 soprattutto in città e ricarica a casa, la differenza magari si nota poco. Ma chi ogni tanto affronta un tragitto più lungo sa bene cosa significhi trovarsi davanti a una colonnina veloce senza poterla sfruttare. Con questo aggiornamento quel problema esce di scena, e la citycar francese si presenta con una scheda tecnica più coerente rispetto al posizionamento che ha sul mercato. Autonomia limata verso l’alto, consumi ridotti, una batteria in più nel listino e la ricarica veloce che non è più un optional da pagare a parte.










