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Finisce all’asta la Renault 4L Safari che è appartenuta a Brigitte Bardot, e la cosa curiosa è che per portarsela a casa non servirà un patrimonio. La vettura, custodita fino a oggi dalla Fondazione creata dall’attrice per la difesa degli animali, verrà battuta a Parigi l’11 settembre 2026 con una stima che farà drizzare le orecchie a più di un collezionista. Si parla di poche migliaia di euro, non di cifre da capogiro, e questo basta a rendere la vendita una delle più chiacchierate del calendario.
Partita da una sala di danza come ballerina classica, la parigina è diventata negli anni cinquanta e sessanta una delle icone assolute del cinema e del costume, accumulando nel tempo un patrimonio importante. Eppure, nonostante la posizione economica invidiabile, la sua passione automobilistica andava in tutt’altra direzione. Niente fuoriserie da sfoggiare sulla Croisette, ma auto funzionali, semplici, pratiche. Una Renault 4, per l’appunto.
Due Renault 4 nel giardino di Saint-Tropez
Ritiratasi dalle scene nel 1973, Bardot ha dedicato il resto della sua esistenza all’attivismo per i diritti degli animali, diventando una delle figure più riconosciute a livello mondiale in questo campo. Il 28 dicembre 2026 sarà trascorso un anno dalla sua scomparsa. Nella dimora di Saint-Tropez, accanto a vetture ben più prestigiose, l’attrice teneva due Renault 4, una bianca e l’altra beige. Quest’ultima, il modello Madrague, era utilizzata anche dai giardinieri della villa e ora passa sotto il martello a Brie-Comte-Robert, nella regione della Seine-et-Marne.
C’è un dettaglio che stona, e non poco. L’allestimento porta il nome Safari, un richiamo esplicito alla caccia, proprio su un’auto posseduta da una donna che alla caccia ha dichiarato guerra per decenni. Perché l’attrice si fosse affezionata così tanto a questa vettura resta un piccolo enigma, anche se la colorazione color camoscio “Daim” potrebbe aver avuto la sua parte nella scelta. Sotto il cofano lavora un quattro cilindri da 782 cc capace di 27 CV, numeri che sulla carta sembrano modesti ma che si muovono con una certa vivacità considerando i circa 635 kg della vettura.
Una stima alla portata di molti
La prima immatricolazione di questa Renault 4L Safari risale al 16 agosto 1976, e gli anni si vedono tutti. L’elenco delle magagne non è cortissimo, macchie di ruggine sugli angoli, paraurti danneggiati, un’ammaccatura sulla portiera del guidatore e una striscia protettiva che manca all’appello. L’annuncio segnala anche una bobina di accensione difettosa, l’assenza di un certificato di idoneità alla circolazione valido e un chilometraggio che nessuno conosce con precisione.
A garantire la provenienza ci pensa un modulo di identificazione del veicolo intestato alla Fondazione Brigitte Bardot, documento che toglie ogni dubbio sulla storia dell’esemplare. È proprio la somma di questi elementi, fascino da un lato e condizioni tutt’altro che impeccabili dall’altro, a spiegare la valutazione fissata dalla casa d’aste Enchères Paris Sud-Est, che stima la vettura tra i 4.500 e i 5.000 euro.
Una cifra volutamente contenuta, spiegata senza giri di parole dalla collaboratrice d’asta Henrika Maassen, secondo cui il valore teorico “mira a dare a tutti i veri appassionati di Brigitte Bardot la possibilità di provare ad acquistarla”. Un’apertura verso i collezionisti comuni, insomma, più che verso chi compra all’asta per investimento.
Difficile prevedere dove si fermeranno i rilanci l’11 settembre. Le auto legate ai grandi nomi dello spettacolo hanno spesso una vita propria nelle sale d’asta, e una Renault 4 beige con targa storica e un passato a Saint-Tropez ha tutte le carte per superare abbondantemente la stima iniziale. Il punto di partenza, però, resta quello indicato dalla casa d’aste, poco meno di 5.000 euro per una delle utilitarie più amate d’Europa, uscita dalla villa di una delle attrici più fotografate del Novecento.








