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RC Auto, Italia la più cara tra i big UE: +98 euro sulla media

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Mettere un’auto su strada in Italia costa decisamente di più che nei principali mercati europei, almeno sul fronte della RC Auto. Nel 2024 il premio medio al netto delle tasse si è fermato intorno ai 320 euro, cioè 45 euro sopra la Germania, 123 euro sopra la Spagna e 126 euro oltre la Francia. Il confronto è stato costruito sui numeri pubblicati dall’IVASS nella Relazione annuale e segnala anche un’inversione di rotta rispetto al lento avvicinamento agli altri Paesi osservato negli anni precedenti.

Mettendo insieme Germania, Francia e Spagna la media arriva a 222 euro, con 275 euro per gli automobilisti tedeschi, 197 per quelli spagnoli e 194 per i francesi. Rispetto alla tariffa italiana la distanza sale così a 98 euro, pari al 44,1% in più. È il valore più alto degli ultimi quattro anni e indica che nel 2024 i prezzi italiani sono cresciuti a un ritmo più sostenuto rispetto a quelli dei Paesi UE presi in esame. Va però chiarito che il dato riguarda soltanto la copertura obbligatoria e i premi netti, quindi non corrisponde alla cifra complessiva che ogni automobilista trova scritta nel proprio contratto.

Con il Regno Unito il quadro cambia

Allargando il confronto al Regno Unito la fotografia diventa meno sbilanciata. Nel mercato britannico il premio netto tocca i 450 euro e la media dei quattro Paesi esteri sale di conseguenza a 279 euro. Anche in questo perimetro l’Italia resta più cara, ma di 41 euro, ovvero del 14,7%. Il divario complessivo si è ridotto parecchio rispetto ai circa 192 euro del 2012, anche se il calo degli ultimi due anni dipende soprattutto dai rincari d’oltremanica, visto che tra il 2023 e il 2024 il costo della polizza obbligatoria nel Regno Unito è aumentato del 45%.

Dietro queste differenze non c’è una sola spiegazione. Tra gli elementi che pesano di più ci sono l’elevato costo delle riparazioni e i diversi sistemi nazionali di risarcimento in caso di lesioni o morte, fattori che incidono sul costo dei sinistri e quindi sul modo in cui vengono costruite le tariffe. Poi c’è il contenuto delle polizze, che merita attenzione. Secondo Emanuele Anzaghi, amministratore delegato del comparatore che ha elaborato il confronto, in Italia chi assicura il proprio veicolo può scegliere liberamente le garanzie accessorie, mentre in altri Paesi è più frequente trovare pacchetti che affiancano ulteriori coperture alla responsabilità civile. Mettere a confronto i soli premi RC permette quindi di isolare la componente obbligatoria, senza però descrivere tutte le differenze tra i prodotti acquistati dagli automobilisti europei.

Nel 2026 arrivano segnali di stabilizzazione

I dati più recenti dell’Osservatorio Assicurativo indicano intanto una frenata sul mercato italiano. A settembre 2026 il premio lordo medio rilevato si attesta a 487,47 euro, contro i 486,53 euro dello stesso mese del 2025. L’aumento è di appena 0,94 euro, pari allo 0,2% su base annua. Questa rilevazione non si può sovrapporre direttamente al confronto europeo del 2024, perché si riferisce a un premio lordo e a un periodo diverso, ma restituisce l’immagine di una sostanziale stabilità rispetto ai dodici mesi precedenti.

Il ritorno a un divario di 98 euro con Germania, Francia e Spagna rende l’assicurazione una voce sempre più importante nella spesa per l’auto, accanto a carburante, manutenzione e fiscalità. Il prezzo finale pagato da ciascun automobilista dipende anche dal profilo di rischio, dalla provincia di residenza, dalla classe di merito, dal veicolo e dalle coperture scelte. Per questo confrontare preventivi omogenei resta fondamentale e non basta fermarsi al premio complessivo, perché vanno controllati con cura massimali, franchigie, rivalse e garanzie aggiuntive. La stabilizzazione registrata nel 2026 rappresenta un primo segnale favorevole, mentre il confronto con gli altri mercati europei conferma che il livello strutturale delle tariffe italiane rimane elevato.

Fonte: TecnoAndroid

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