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Mamme orango, rinunciano al cibo per far giocare i piccoli

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Le mamme orango organizzano qualcosa di molto simile ai classici pomeriggi al parco, quelli in cui i genitori si ritrovano per far giocare i figli insieme. Le femmine di orango del Borneo cercano infatti la compagnia di altre madri con cuccioli della stessa età e pur di far socializzare i piccoli accettano di spostarsi di più e di mangiare meno. Nelle famiglie umane è un’abitudine consolidata. Si combinano incontri e merende, si cercano altri bambini con cui condividere qualche ora di gioco. A quanto pare anche questi primati seguono una logica simile, perché le madri tendono ad avvicinarsi a femmine con piccoli di età paragonabile a quella del proprio.

Quindici anni di osservazioni sugli oranghi del Borneo

A guidare la ricerca è stato Odd Jacobson dell’Istituto Max Planck per il comportamento animale di Costanza, in Germania, insieme a un gruppo di colleghi. Il team ha analizzato le osservazioni raccolte nell’arco di 15 anni su 31 madri di orango del Borneo, ciascuna con il proprio piccolo.

Il contesto aiuta a capire perché questi incontri contino così tanto. Gli oranghi non vivono in gruppi come altre scimmie e le femmine mettono al mondo un solo cucciolo alla volta, che poi allevano fino ai sette anni. Si tratta quindi di figli unici a tutti gli effetti, eppure per il loro sviluppo il contatto con i coetanei e il gioco condiviso hanno un ruolo importante.

Meno cibo, più tempo per far socializzare i piccoli

I ricercatori hanno notato che le madri con piccoli di età simile e con territori vicini trascorrevano molto tempo nella stessa zona. Proprio in quelle occasioni i giovani oranghi giocavano insieme. Il dettaglio interessante riguarda il cibo, perché questi incontri non dipendevano affatto dalla presenza di risorse alimentari. Anzi, le femmine dovevano spostarsi avanti e indietro e finivano per dedicare meno tempo a nutrirsi, una rinuncia concreta pur di garantire ai figli un po’ di compagnia.

Il comportamento delle mamme orango si aggiunge a una lunga serie di somiglianze tra la nostra specie e le grandi scimmie, cioè oranghi, gorilla, scimpanzé e bonobo, con cui condividiamo almeno il 97% del codice genetico. Le affinità però non si fermano all’aspetto fisico o al DNA e riguardano anche espressioni, reazioni e interazioni sociali, molte delle quali legate proprio al rapporto tra adulti e piccoli.

Alcuni bonobo dello zoo di Lipsia, per esempio, sono stati osservati mentre scuotevano la testa contrariati davanti alle marachelle dei loro cuccioli. Il gesto compariva quando i piccoli giocavano con il cibo invece di mangiarlo oppure quando si allontanavano troppo nonostante i tentativi materni di riportarli vicino. Non è chiaro se quel no abbia lo stesso significato del nostro, ma l’atteggiamento si ritrova anche tra gli scimpanzé. In questo caso lo scuotimento del capo è stato associato al tentativo delle femmine di tenere i cuccioli lontani da maschi arrabbiati e aggressivi, e secondo gli studiosi il gesto della negazione potrebbe essere nato in un antenato comune a uomo e scimmie.

Anche le preferenze nei giochi mostrano parallelismi sorprendenti. Un esperimento del 2008 condotto su 34 macachi rhesus all’interno di una popolazione di 135 esemplari ha rivelato che i maschi sceglievano giocattoli con le ruote mentre le femmine preferivano i peluche. Queste ultime, proprio come accade con le bambine, si sono dimostrate più flessibili nelle scelte, e secondo gli scienziati sarebbe su preferenze di tipo ormonale che si costruiscono poi le generalizzazioni osservate anche negli esseri umani.

Fonte: TecnoAndroid

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