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Il riscaldamento globale non si limita ad alzare le temperature o a moltiplicare gli eventi estremi. Secondo una nuova ricerca sta anche frenando, in misura minima ma misurabile, la rotazione della Terra, con il risultato che le giornate sono destinate ad allungarsi entro la fine del secolo. Il motivo va cercato nei cambiamenti della circolazione atmosferica innescati da un clima che si scalda sempre di più.
Venti e correnti d’aria, infatti, non decidono soltanto che tempo farà nei prossimi giorni. Trasportano anche l’energia legata al movimento rotatorio dell’aria attorno al pianeta. Quando i venti cambiano direzione o le masse d’aria si spostano, atmosfera e superficie terrestre si scambiano questa energia e la velocità con cui gira il globo varia di pochissimo. Il fenomeno è noto da tempo agli scienziati, che in passato avevano già previsto un aumento della rotazione complessiva dell’atmosfera nel lungo periodo. Mancava però una spiegazione chiara su cosa lo provocasse, se semplicemente venti più forti oppure una trasformazione più profonda dell’intera atmosfera. Una risposta arriva ora da uno studio pubblicato sulla rivista npj Climate and Atmospheric Science.
La cella di Hadley si allarga e l’atmosfera accelera
I ricercatori hanno lavorato con simulazioni al computer basate su tre grandi modelli climatici, analizzando come reagirebbe l’atmosfera nel caso in cui le emissioni continuassero a crescere. Il primo elemento emerso riguarda la cella di Hadley, cioè l’enorme corrente d’aria che porta il calore dai Tropici verso i Poli. Questa struttura si sta espandendo in direzione dei poli e mette in moto una vera reazione a catena. I venti delle zone subtropicali si rafforzano, gli alisei tropicali perdono vigore e quelli che soffiano ad alta quota prendono velocità.
L’insieme di questi movimenti spinge l’atmosfera a girare più in fretta. Nello stesso momento cala lo scambio di spinta tra l’aria e il suolo. Così l’involucro gassoso che avvolge il pianeta accelera leggermente, mentre la Terra sottostante è costretta a ruotare un po’ più piano. Due parti dello stesso sistema che si muovono in direzioni opposte, almeno per quanto riguarda la velocità di rotazione.
Giornate più lunghe tra il 10% e il 18%
Nella vita quotidiana nessuno si accorgerà di nulla, eppure le variazioni individuate dallo studio hanno un peso scientifico concreto. Entro la fine di questo secolo il rallentamento dovuto all’atmosfera farà crescere la durata del giorno tra il 10% e il 18% in più rispetto a quanto avviene normalmente per effetto dell’attrito delle maree. Proprio le maree, generate dall’attrazione gravitazionale della Luna, allungano già oggi la giornata media di circa 1,7 millisecondi ogni 100 anni.
Potrebbe sembrare un valore trascurabile ma conta per due ragioni. Innanzitutto si tratta di una conseguenza diretta e costante del riscaldamento globale e non di un semplice sbalzo casuale del clima. Poi dipende da trasformazioni ben precise nel modo in cui le correnti d’aria si muovono sul pianeta. Fino ad oggi si riteneva che il rallentamento della rotazione terrestre fosse legato quasi esclusivamente alle maree e ai movimenti interni della Terra, in particolare a quelli tra nucleo e mantello. La ricerca dimostra invece che anche il clima gioca un ruolo attivo e che la modifica dei venti è abbastanza marcata da frenare il pianeta in modo misurabile.
Il lavoro mette in luce anche un concetto più ampio. Il cambiamento climatico non agisce soltanto su temperature, precipitazioni ed eventi estremi ma ridisegna l’equilibrio dinamico fondamentale dell’intero sistema Terra. Atmosfera, oceani, criosfera e Terra solida sono strettamente collegati e ciò che cambia in una di queste componenti si propaga inevitabilmente alle altre, a volte in modi del tutto inattesi. Secondo lo studio comprendere questi legami sarà cruciale per il futuro del pianeta e di chi lo abita.
Fonte: TecnoAndroid








