Vai al contenuto
Offerte

Ray-Ban Display, arriva Hologram: l’avatar animato dalla voce

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Gli avatar realistici per le videochiamate sono la risposta di Meta a un problema che sembrava senza soluzione: come si fa a mostrarsi in volto durante una chiamata se il dispositivo che si indossa sta sul naso e punta verso l’esterno? Con gli occhiali intelligenti la telecamera guarda il mondo, non chi la indossa, e fino a ieri questo significava rinunciare alla parte “video” della videochiamata. La funzione si chiama Hologram ed è pensata per arrivare sui modelli più recenti della gamma, a partire dai Ray-Ban Display.

Il concetto è tanto semplice da spiegare quanto complicato da realizzare. Si tratta di un avatar digitale dall’aspetto credibile, che compare all’interlocutore mentre si sta parlando con gli occhiali addosso. Nessuno deve reggere uno smartphone davanti alla faccia, nessuno deve cercare l’inquadratura giusta. Le mani restano libere, e chiunque abbia provato a sostenere una conversazione video mentre cammina, cucina o sistema qualcosa capisce al volo perché la cosa possa fare la differenza.

Come nasce l’avatar e perché basta la voce

La creazione passa da una breve acquisizione del volto tramite l’app Meta AI. Pochi istanti, giusto il tempo di registrare i tratti del viso, e da quel momento il sistema ha il materiale che gli serve. Il passaggio interessante arriva dopo: l’animazione non dipende da una telecamera puntata addosso, ma dalla voce. Il software interpreta ciò che viene detto e soprattutto il modo in cui viene detto, ricostruendo di conseguenza le espressioni facciali.

In pratica gli occhiali non hanno alcun bisogno di riprendere frontalmente chi parla, perché tutto viene ricreato digitalmente a partire dall’audio. Una scelta obbligata, vista la posizione delle fotocamere sui Ray-Ban Display, ma anche una scommessa tecnica non da poco: le microespressioni, i movimenti della bocca, il modo in cui il viso accompagna una frase ironica o una risposta secca sono esattamente ciò che rende una faccia umana riconoscibile come tale.

Le prime prove e il test su WhatsApp

Qui si entra in un territorio che fino a poco tempo fa apparteneva alla fantascienza, eppure i primi riscontri raccontano di un risultato sorprendente. Chi ha potuto testare Hologram in anteprima ha riferito di non essersi accorto subito che la persona dall’altra parte, durante una chiamata su WhatsApp, fosse in realtà rappresentata da un avatar e non ripresa da una fotocamera. Un dettaglio che dice parecchio sulla qualità raggiunta, perché di solito con le riproduzioni digitali del volto umano il sospetto scatta quasi immediatamente.

La stessa tecnologia è destinata a estendersi anche ai visori per la realtà virtuale del gruppo, dove il problema è per certi versi identico: il dispositivo copre buona parte del viso e riprenderlo diventa impossibile. Avere un avatar realistico guidato dalla voce risolve alla radice la questione, senza costringere a scendere a compromessi con rappresentazioni stilizzate e cartoonesche come quelle viste finora.

Resta il fatto che Meta sta spingendo con decisione su questo fronte, legando insieme occhiali, visori e app di messaggistica in un unico ecosistema dove l’identità digitale dell’utente viaggia tra dispositivi diversi. I Ray-Ban Display diventano così qualcosa di più di un accessorio con display integrato, e le videochiamate smettono di essere un’attività che richiede necessariamente uno schermo in mano.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
85 Condivisioni