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RAM DDR5, prezzi quasi quintuplicati in un anno in Germania

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I prezzi delle RAM DDR5 in Germania hanno toccato ad agosto un livello che fino a un anno fa sarebbe sembrato una boutade: quasi cinque volte tanto rispetto a luglio 2025. Non un rincaro isolato su qualche kit di nicchia, ma un movimento generalizzato che ha investito praticamente l’intero listino, dai moduli più comuni a quelli ad alta capacità. E il contesto tedesco, per quanto sia quello monitorato più da vicino grazie ai comparatori di prezzo locali, non è affatto un’anomalia: altrove la situazione si muove sugli stessi binari.

Dopo una parentesi di relativa calma tra aprile e maggio, quando sembrava che il mercato avesse trovato un punto di equilibrio, la corsa è ripartita con una velocità che ha sorpreso anche chi segue il settore da anni. Ora che il quarto trimestre del 2026 si avvicina, lo scenario è persino peggiore di quanto si temesse. Luglio era già stato il mese peggiore di sempre per chi doveva comprare un kit di memoria. Agosto ha fatto di peggio.

RAM DDR5: l’indice dei prezzi passa da 445% a 486%

I numeri raccontano la parabola meglio di qualsiasi commento. L’indice dei prezzi delle memorie è salito nel giro di poche settimane dal 445% al 486%, il che significa che un kit DDR5 qualsiasi costa oggi circa 4,9 volte quanto costava dodici mesi fa. Il dato arriva da un monitoraggio continuo delle offerte reali dei rivenditori online tedeschi, quindi non parliamo di listini teorici o di prezzi consigliati, ma di quello che il cliente finale si trova davvero davanti al momento del pagamento.

A soffrire di più sono stati i tagli più generosi. I kit da 64 GB, 48 GB e 32 GB hanno registrato tutti crescite a doppia cifra nelle ultime settimane, il che colpisce in modo particolare chi assembla macchine da lavoro o postazioni pensate per durare qualche anno. Solo una manciata di configurazioni è rimasta ferma, ma va detto che anche quelle restano comunque oltre il 400% rispetto ai livelli di luglio 2025. Restare fermi, in questo contesto, significa semplicemente non peggiorare ulteriormente una posizione già gonfiata a dismisura.

Il boom dell’intelligenza artificiale strozza le build economiche

Dietro tutto questo c’è una dinamica ormai chiara: il boom dell’intelligenza artificiale assorbe capacità produttiva e memorie in quantità tali da lasciare le briciole al mercato consumer. I produttori orientano le linee dove i margini sono più alti, e il risultato è che assemblare un PC di fascia economica è diventato un esercizio quasi impossibile. La componente memoria, che storicamente era la voce su cui si poteva risparmiare senza troppi rimpianti, oggi rischia di pesare più della scheda video.

L’effetto domino non si ferma alle RAM vendute singolarmente. L’aumento dei costi si sta scaricando su laptop, smartphone, desktop preassemblati, mini PC e schede grafiche, tutti prodotti che la memoria la montano di serie e che quindi assorbono il rincaro a monte. Chi produce non ha molte alternative: o taglia i quantitativi di memoria offerti a parità di prezzo, oppure ritocca i cartellini verso l’alto.

La preoccupazione più concreta riguarda la tenuta stessa del mercato PC. Se la traiettoria dovesse proseguire su questi ritmi ancora per diversi mesi, con crescite a doppia cifra attese anche nel periodo successivo, il rischio di un crollo della domanda diventa tutt’altro che teorico. Un utente medio che si trova davanti a un preventivo raddoppiato tende semplicemente a rimandare l’acquisto, e quando a rimandare sono in tanti contemporaneamente il conto lo paga l’intera filiera.

Difficile individuare un momento preciso in cui il mercato tornerà a respirare. La fase di stabilizzazione che molti si aspettavano in primavera si è rivelata una pausa breve, e i dati di agosto hanno confermato che la pressione sulle memorie DDR5 non ha ancora trovato un tetto.

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