Nessuno ha voglia di sentirsi dire che gli smartphone stanno per costare di più, eppure la direzione sembra proprio quella. Dopo mesi complicati sul fronte delle memorie, con aumenti dei prezzi che hanno toccato computer, console e persino schede come le Raspberry Pi, adesso tocca a uno dei nomi più pesanti nel mondo dei processori mobili muovere i listini verso l’alto. E quando si parla di Qualcomm, il discorso cambia parecchio, perché parliamo di un colosso che fornisce i cervelli a una fetta enorme dei dispositivi che finiscono nelle nostre tasche.
Perché il rincaro Qualcomm pesa così tanto
Il meccanismo è semplice da capire, anche per chi non mastica di componentistica. Il processore è uno dei pezzi più costosi e importanti dentro uno smartphone, e quando il suo prezzo sale i produttori si trovano davanti a un bivio. Possono provare ad assorbire la differenza, tagliando i propri margini, oppure girare almeno una parte del rincaro sul cliente finale. Nella pratica è già successo diverse volte, e quasi sempre a rimetterci è il portafoglio di chi compra.
Il punto è che Qualcomm non è un fornitore qualsiasi. I suoi chip Snapdragon si trovano su tantissimi modelli, dai top di gamma al segmento medio, e questo significa che un ritocco ai listini rischia di allargarsi a macchia d’olio su buona parte dei dispositivi in arrivo nei prossimi mesi. Difficile immaginare che le aziende riescano a nascondere tutto sotto il tappeto senza che qualcosa arrivi anche agli scaffali dei negozi.
Cosa cambia dal primo settembre
Veniamo al cuore della faccenda. Qualcomm ha comunicato un aumento dei prezzi su tutti i propri processori a partire dal primo settembre. Le indiscrezioni che sono circolate nei giorni scorsi parlano di rincari che potrebbero arrivare a una percentuale a due cifre, anche se l’entità precisa non è stata resa nota ufficialmente. In parole povere, non ci sono ancora numeri certi, ma la direzione appare chiara. Per chi sta pensando di cambiare telefono, la tempistica conta. Gli smartphone più cari non arriveranno da un giorno all’altro, però il calendario delle presentazioni autunnali potrebbe già risentire di questa scelta. Chi lavora nel settore sa bene che questi passaggi sui chip mobili non restano confinati alle trattative tra aziende, ma prima o poi si vedono sul cartellino del prezzo.


