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Songs of the Past, l’espansione di The Witcher 3: Wild Hunt attesa il prossimo anno, non sarebbe mai nata senza il lavoro fatto sulla versione Remastered del gioco base. Lo ha spiegato Jakub Rokosz, director del progetto, raccontando come una serie di circostanze si siano incastrate nel momento giusto. Senza quei miglioramenti tecnici, una parte importante dei contenuti nuovi sarebbe rimasta sulla carta. Il punto centrale riguarda Letten, la città natale di Dandelion, luogo che nel gioco originale non esisteva e che ora diventa uno degli scenari dell’espansione. Costruirla ha richiesto strumenti e possibilità che la versione base, così com’era, semplicemente non offriva.
Come è nata l’idea dietro Songs of the Past
Rokosz ha usato un’immagine piuttosto diretta per descrivere la genesi del progetto. Le stelle si sono allineate, ha detto, perché servivano le condizioni giuste affinché tutto potesse accadere. Da una parte c’era l’interesse crescente del team verso il passato e la terra d’origine di Dandelion, dall’altra CD Projekt che iniziava a parlare della realizzazione di una nuova espansione. Nel mezzo, il lavoro sulla remaster.
Le due cose si sono intrecciate in modo abbastanza naturale. Il director è stato chiaro su questo punto: la creazione di Letten non sarebbe stata possibile senza i miglioramenti apportati con la remaster. Diversi elementi hanno dovuto incastrarsi al posto giusto, e il risultato è un’espansione che tecnicamente poggia su fondamenta diverse rispetto a quelle del 2015.
Vale la pena ricordare che lo sviluppo di Songs of the Past è finito nelle mani di Fool’s Theory, studio che collabora con CD Projekt RED anche su altri fronti. Una scelta che il team ha descritto con entusiasmo, soprattutto considerando il materiale narrativo affidato.
Dandelion finalmente al centro della scena
La senior quest designer Despoina Anetaki ha spiegato perché la scelta sia caduta proprio sul rapporto tra Geralt e il suo compagno di viaggio di sempre. La risposta è abbastanza semplice: in The Witcher 3 non c’era spazio. La trama principale era già completamente assorbita dalle vicende di Ciri e della Caccia Selvaggia, tra questioni familiari e minacce di portata ben più ampia.
Quando l’idea è stata concepita, il desiderio era approfondire davvero chi sia Dandelion. Non il personaggio comico, non la spalla simpatica che alleggerisce i momenti pesanti. Anetaki lo ha definito un personaggio strutturato a tutto tondo, con un proprio passato e battaglie personali da combattere. Una descrizione che cambia parecchio le carte in tavola rispetto a come il bardo è stato percepito finora dalla maggior parte dei giocatori. Il progetto, quindi, ruota attorno a Geralt e Dandelion, e poi a Dandelion e la sua famiglia. Un cambio di prospettiva notevole per una saga che ha sempre messo al centro il legame tra lo strigo e Ciri. Secondo il team si tratta di una storia avvincente, una di quelle a cui non era proprio possibile rinunciare.
Il contesto attorno a CD Projekt RED
Intanto lo studio polacco continua a muoversi su più fronti. Si parla da tempo della possibilità che The Witcher 4 abbia costretto a mettere in pausa il lavoro su The Witcher Remake, il rifacimento del primo capitolo della saga affidato anch’esso a Fool’s Theory.
Sul piano commerciale, The Witcher 3 e Cyberpunk 2077 restano due macchine da vendite che continuano a macinare copie anche a distanza di anni. Nonostante questo, CD Projekt ha fatto notare che il caso GTA 5 dimostra come ci sia ancora margine per fare molto di più, un riferimento che dice parecchio sulle ambizioni dell’azienda per i prossimi anni. Songs of the Past arriverà nel corso del prossimo anno e rappresenta il ritorno di contenuti inediti per un gioco che, tra espansioni e aggiornamenti, non ha mai davvero smesso di ricevere attenzioni.








