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Google Home 4.26 risolve i bug dei vecchi Chromecast

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Chi ha ancora in casa uno dei primi Chromecast collegato al televisore può tirare un sospiro di sollievo, perché l’ultimo aggiornamento di Google Home ha rimesso a posto quel guaio che da mesi rendeva complicata la configurazione dei dispositivi più anziani. La versione 4.26 dell’app, già disponibile al download, chiude una vicenda iniziata la scorsa primavera e riportata a galla più volte da chi, invece di buttare via l’hardware vecchio, continua tranquillamente a usarlo.

La storia merita un riepilogo veloce. Un aggiornamento distribuito nei mesi scorsi aveva compromesso parzialmente il supporto ad alcuni Chromecast di vecchia generazione e ad altri dispositivi della famiglia. A maggio sembrava davvero arrivata la fine per la chiavetta di prima generazione, quella del 2013, visto che il supporto all’interno dell’app aveva iniziato a fare le bizze. Poi era arrivata una correzione, ma la tregua è durata poco.

Cosa si era rotto e su quali dispositivi

A fine luglio è partita una seconda ondata di segnalazioni, e stavolta il perimetro era più largo. Oltre al Chromecast di prima generazione risultavano coinvolti anche il modello del 2015 e Google Home Mini, il piccolo altoparlante intelligente che in tantissime case è ancora appoggiato su una mensola a fare il suo lavoro. Il problema si manifestava soprattutto in fase di configurazione, quindi nel momento in cui si prova ad aggiungere o riaggiungere un dispositivo alla propria rete, ma in parte toccava anche il normale funzionamento.

Un dettaglio interessante riguarda la piattaforma: le segnalazioni arrivavano in maggioranza dalla versione Android dell’app Google Home, il che restringeva parecchio il campo delle possibili cause. Va detto che il supporto software al primo streamer del 2013 è stato tecnicamente abbandonato da tempo, eppure l’azienda ha continuato a distribuire aggiornamenti e assistenza per gli altri modelli della gamma. Che è poi il motivo per cui una chiavetta comprata più di dieci anni fa può ancora avere senso, se funziona.

La correzione arriva con Google Home 4.26

La soluzione ufficiale è contenuta nella versione 4.26 dell’applicazione. In un commento condiviso su diverse discussioni su Reddit, l’azienda ha spiegato di aver risolto il problema che impediva la configurazione di alcuni dispositivi Google Home e Chromecast più datati, invitando chi si trova ancora bloccato a fare un ripristino delle impostazioni di fabbrica dell’altoparlante oppure ad aggiornare l’app alla 4.26 prima di riprovare.

Il consiglio pratico è semplice. Basta aprire il Play Store e verificare la versione installata, anche se con ogni probabilità l’aggiornamento è già arrivato in automatico su gran parte dei dispositivi. Chi continuasse ad avere difficoltà con il vecchio Home Mini può passare al factory reset, procedura che riporta l’altoparlante alle condizioni iniziali e permette di ripetere l’associazione da zero.

Nel frattempo l’app ha incassato anche altre novità arrivate nelle ultime versioni, dalla possibilità di impostare la temperatura colore delle luci scegliendo i kelvin preferiti tramite comando vocale, fino al supporto per la visualizzazione delle telecamere di produttori terzi come Wyze ed Eufy. Su Nest Hub, invece, Gemini ha ridisegnato il modo in cui vengono presentate le previsioni meteo e altre risposte informative. Resta il fatto che per un pezzo di hardware nato nel 2013, e per un altoparlante che ormai ha diversi anni sulle spalle, continuare a ricevere correzioni non è affatto scontato. La compatibilità ritrovata riguarda proprio quella fetta di utenti che non ha alcuna intenzione di sostituire dispositivi ancora perfettamente funzionanti solo perché l’app decide di non riconoscerli più.

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