L’acquisizione di PagoPA S.p.A. è ufficialmente completata. Poste Italiane e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) hanno perfezionato oggi l’operazione annunciata il 19 dicembre 2025, con una ripartizione del capitale sociale che vede IPZS al 51% e Poste Italiane al 49%. Il corrispettivo complessivo per l’acquisto è pari a un importo massimo di circa 500 milioni di euro, composto da una componente fissa e da componenti differite e variabili legate all’andamento futuro della società.
L’operazione ha ricevuto il via libera dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 28 luglio 2026: l’Antitrust, a seguito della notifica obbligatoria ai sensi della disciplina sul controllo delle concentrazioni tra imprese, ha deliberato di autorizzare l’acquisizione senza procedere all’avvio di alcuna istruttoria, un iter rapido che conferma l’assenza di criticità concorrenziali rilevate dall’autorità.
Il percorso dell’operazione
L’accordo ha radici nel D.lgs. n. 19/2024, convertito con modificazioni dalla Legge n. 56 del 29 aprile 2024, che ha disciplinato le modalità di cessione di PagoPA da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il 19 dicembre 2025, Poste Italiane e IPZS hanno accettato l’offerta ministeriale esercitando formalmente l’opzione di acquisto prevista dalla normativa. Il perfezionamento odierno segue il verificarsi di tutte le condizioni sospensive previste dal contratto.
Con il completamento dell’operazione, IPZS, socio di maggioranza con il 51%, eserciterà il controllo esclusivo su PagoPA ai sensi della normativa citata. Una scelta che attribuisce la governance della piattaforma di pagamenti digitali della pubblica amministrazione a un soggetto interamente pubblico, con Poste Italiane come azionista di minoranza.
PagoPA: la piattaforma dei pagamenti pubblici digitali
PagoPA gestisce l’infrastruttura tecnologica attraverso cui cittadini e imprese effettuano pagamenti verso la pubblica amministrazione italiana, tasse, tributi, bollette di servizi pubblici, sanzioni e molto altro, tramite il sistema omonimo e attraverso IO, l’app dei servizi pubblici digitali. L’acquisizione da parte di due soggetti a partecipazione pubblica come IPZS e Poste Italiane consolida il controllo statale su un’infrastruttura digitale considerata strategica per la modernizzazione della PA e per lo sviluppo dei servizi digitali ai cittadini.











