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Polymarket, la difesa dell’ingegnere Google: erano solo scommesse

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Il caso giudiziario che vede imputato l’ingegnere italiano Michele Spagnuolo rischia di trasformarsi in uno spartiacque per i cosiddetti prediction markets, le piattaforme come Polymarket e Kalshi dove si comprano e si vendono contratti legati all’esito di eventi futuri. Arrestato negli Stati Uniti lo scorso maggio con l’accusa di aver incassato oltre un milione di euro sfruttando informazioni riservate di Google, Spagnuolo ha chiesto a un giudice federale di archiviare tutto. E la strada scelta dai suoi avvocati, se dovesse funzionare, lascerebbe un precedente pesante per l’intero settore. Trentasei anni, cittadino italiano residente in Svizzera, Spagnuolo lavorava come ingegnere software in Google. Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, il suo ruolo gli garantiva l’accesso a sistemi interni con dati non ancora pubblici sulle ricerche degli utenti. Tra il 15 ottobre e il 4 dicembre 2025 avrebbe puntato circa 2,4 milioni di euro su mercati di Polymarket collegati proprio a quelle informazioni, portando a casa alla fine circa un milione di euro di profitti.

Dalla classifica di Google alle accuse di insider trading

Uno degli episodi citati dagli investigatori riguarda la classifica «Un anno di ricerche» di Google. Con il nickname AlphaRaccoon, l’italiano avrebbe scommesso sul fatto che il cantante D4vd sarebbe finito tra i nomi più cercati del 2025, muovendosi quando i dati definitivi non erano ancora stati resi pubblici. Per i magistrati americani lo schema è quello classico dell’insider trading, cioè una persona con accesso privilegiato a informazioni riservate che le usa per guadagnare su un mercato. Le accuse formali sono frode sulle commodity, frode telematica e riciclaggio. Qui arriva la parte interessante. La difesa non nega il punto più delicato, ovvero l’uso di dati interni all’azienda. Sostiene invece qualcosa di potenzialmente più dirompente, cioè che quelle operazioni non erano compravendite di strumenti finanziari ma semplici scommesse. Se il ragionamento regge, le principali norme federali usate per incriminarlo non si applicano.

Scommesse o strumenti finanziari, la questione che vale un settore

Il nodo tecnico riguarda la definizione di swap, cioè il contratto finanziario legato all’esito di un evento. Secondo i legali, i contratti acquistati su Polymarket non rientrano in quella categoria ai sensi della legge federale americana. Sembra una sottigliezza da avvocati, in realtà ci sta dentro una fetta consistente del futuro di un comparto che negli Stati Uniti cresce a ritmi impressionanti. Il loro argomento è semplice, quasi ironico, allargare la nozione di swap fino a comprendere una puntata su chi sarà la persona più cercata su Google significherebbe applicare la normativa finanziaria a qualsiasi cosa, dalla lotteria di beneficenza alla partita di ping pong organizzata sotto casa.

Diversi Stati americani stanno combattendo una battaglia parallela, sostenendo che alcuni dei contratti offerti da Polymarket e Kalshi siano di fatto gioco d’azzardo e vadano regolamentati come tali. I difensori dell’ingegnere italiano contestano anche un difetto di giurisdizione, visto che le operazioni sono state effettuate da una persona non statunitense che viveva a Zurigo. Spagnuolo non è nemmeno l’unico a tentare questa carta. Una linea difensiva molto simile è stata costruita nel procedimento contro Gannon Ken van Dyke, militare delle forze speciali americane accusato di aver guadagnato oltre 350 mila euro su Polymarket grazie a informazioni su un’operazione statunitense contro l’ex leader venezuelano Nicolás Maduro. Anche lì gli avvocati parlano di scommesse, non di finanza.

Il peso politico dietro le piattaforme

Polymarket e Kalshi vendono contratti su elezioni, guerre, decisioni politiche, sport, economia e molto altro. Stabilire che buona parte di queste operazioni sia una scommessa sposterebbe almeno una porzione della regolamentazione dal livello federale a quello statale, cambiando obblighi, divieti e anche gli strumenti con cui le autorità possono perseguire chi usa informazioni riservate. Sullo sfondo c’è poi il legame stretto tra Trump e queste piattaforme. Donald Trump Jr. è stato nominato consulente strategico di Kalshi ed è entrato nell’advisory board di Polymarket. Il fondo 1789 Capital, di cui Trump Jr. è partner, ha investito in Polymarket e negli ultimi mesi ha aumentato la partecipazione con circa 260 milioni di euro aggiuntivi, dopo un primo investimento da circa 175 milioni. Trump Media & Technology Group, la società che controlla Truth Social, starebbe intanto lavorando a un proprio prediction market chiamato TruthPredict.

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