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Pixel Face Unlock anche al buio: Android 17 userebbe lo schermo

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Lo sblocco con il viso dei Pixel ha sempre avuto un limite che chiunque possieda uno di questi smartphone conosce fin troppo bene. Di giorno funziona benissimo, è rapido e preciso, ma appena la luce cala diventa praticamente inservibile. A quanto pare Google ha deciso di mettere mano al problema e sta lavorando a un modo per rendere il Face Unlock affidabile anche al buio, con una soluzione che merita di essere osservata da vicino perché non è affatto scontata.

La novità è emersa analizzando il codice di Android 17 QPR3 Beta 1, dove compare una funzione chiamata Face Active Illumination. Il nome è già piuttosto eloquente. L’idea di fondo sarebbe quella di illuminare il volto dell’utente proprio nel momento in cui il telefono tenta il riconoscimento facciale, così da superare l’ostacolo degli ambienti poco luminosi che finora ha reso questa modalità di accesso quasi inutile la sera o in una stanza buia.

Come funzionerebbe Face Active Illumination sui Pixel

Dalle stringhe individuate emergono controlli piuttosto dettagliati, segno che Google non ha pensato a un semplice interruttore acceso o spento. C’è un cursore per regolare l’intensità della luce e poi una serie di opzioni per stabilire in quali situazioni la funzione debba entrare in azione. Si va dagli ambienti bui alla modalità “ora di andare a letto”, passando per Non Disturbare e arrivando persino alla guida.

Ed è proprio questa abbondanza di impostazioni a suggerire qualcosa di interessante sul funzionamento tecnico. I Pixel non dispongono di sensori a infrarossi dedicati come quelli che permettono a Face ID di lavorare su iPhone anche nel buio più totale. Tutto lascia pensare quindi che la strada scelta non sia hardware ma software. In pratica sarebbe lo schermo stesso a illuminarsi alla massima potenza per proiettare luce sul viso e agevolare il lavoro della fotocamera frontale durante il riconoscimento.

Il ragionamento regge piuttosto bene. Se si trattasse di un vero sistema a infrarossi, invisibile all’occhio umano, non avrebbe alcun senso lasciare all’utente la possibilità di regolarne l’intensità o di disattivarlo in determinati contesti. Su iPhone nessuno decide quando Face ID può usare il proprio illuminatore, perché semplicemente non dà fastidio a nessuno. Un display sparato al massimo in camera da letto o mentre si è al volante invece è tutta un’altra storia, e questo spiega bene perché Google abbia previsto eccezioni legate al riposo, a Non Disturbare e alla guida.

Il possibile legame con Project Toscana

Sullo sfondo c’è poi il Project Toscana, il progetto interno con cui Google punta a rinnovare l’autenticazione facciale su Pixel e Chromebook. Non è ancora chiaro se Face Active Illumination faccia parte di questa iniziativa più ampia oppure se si tratti di uno sviluppo separato, pensato per migliorare l’esperienza attuale senza cambiare l’hardware dei dispositivi.

Al momento Google non ha confermato nulla e il codice rinvenuto in Android 17 QPR3 Beta 1 appare ancora incompleto. L’interfaccia utente è solo parziale e le stringhe di testo risultano offuscate, quindi molti dettagli restano nascosti. Come accade spesso quando una funzione viene scoperta scavando nel codice di una versione beta, esiste anche la concreta possibilità che questa novità per il Face Unlock non arrivi mai in una release pubblica.

Fonte: TecnoAndroid

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